Conferenza di Monaco

Relazioni Usa-Ue sempre più tese: i negoziatori Usa a Riad per colloqui di pace Ucraina-Russia. Macron chiama a Parigi i leader europei

La Conferenza di Monaco si chiude lasciando l’impressione di un cambio di paradigma repentino impresso dal presidente Trump. In Arabia Saudita si preparano negoziati di pace tra Stati Uniti, Ucraina e Russia: il consigliere per la sicurezza nazionale, Mike Waltz, e l’inviato speciale per il Medio Oriente, Steve Witkoff, sono in arrivo e saranno raggiunti dal segretario di Stato, Marco Rubio. Kyiv: «Non siamo stati invitati»

di Gianluca Di Donfrancesco

Aggiornato il 16 febbraio 2025, ore 19:05

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a un incontro bilaterale con il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance (non nella foto), a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco (REUTERS)

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L’attacco a tutto campo del vicepresidente Usa, JD Vance, e l’annuncio di colloqui di pace sull’Ucraina hanno segnato la tre giorni della Conferenza di Monaco. Le riunioni si sono chiuse domenica 16 lasciando le cancellerie del continente con l’amaro in bocca. Sull’Ucraina, gli Stati Uniti hanno sbattuto la porta in faccia all’Europa. È il segno di un repentino cambio di paradigma, che annuncia rapporti sempre più tesi tra le due sponde dell’Atlantico: Donald Trump minaccia dazi e va da solo sui fronti geopolitici.

Le differenze fra Usa ed Europa sono passate «a un nuovo livello», ha scritto il leader della Cdu e favorito nella corsa alla Cancelleria tedesca (si vota il 23 febbraio), Friedrich Merz, nella mail domenicale ai suoi elettori. Con il secondo mandato Trump, si rischia la «rottura delle relazioni transatlantiche», insieme «all’ordine politico europeo, che abbiamo costruito insieme agli americani in oltre 75 anni».

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I negoziati in Arabia

I colloqui di pace in Arabia Saudita sono previsti nelle prossime ore. Del team Usa faranno parte il segretario di Stato, Marco Rubio, il consigliere per la sicurezza nazionale, Mike Waltz, e l’inviato speciale per il Medio Oriente, Steve Witkoff. Domenica 16, Rubio è partito per una tappa in Israele. Incontreranno solo negoziatori russi.

Al tavolo non c’è la sedia per l’Europa: a Monaco l’inviato speciale di Trump per l’Ucraina, Keith Kellogg, ha detto cha la Ue sarà «consultata», ma «non avrà posto al tavolo delle trattative», dove siederanno solo «due contendenti e un mediatore». Kellog non sarà parte della squadra negoziale.

Sabato 15, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha discusso con Rubio della situazione in Ucraina. Secondo Mosca, la telefonata si è svolta su iniziativa di Washington.

I funzionari ucraini hanno dichiarato di non essere stati invitati all’incontro in Arabia Saudita e di non essere vincolati da alcun accordo che ne possa scaturire .Zelensky ha ripetutamente affermato che l’Ucraina non accetterà alcuna intesa raggiunta senza il coinvolgimento di Kyiv. E sabato ha detto no al patto sulla cessione di minerali critici proposto dagli Usa, perché non prevede garanzie di sicurezza contro la Russia.

Mentre Waltz ha rifiutato di dire se l’Ucraina sarà coinvolta in eventuali colloqui di pace, Rubio ha lasciato la porta aperta: «Alla fine si arriverà a un punto in cui ci saranno dei veri e propri negoziati, ma noi non ci siamo ancora arrivati. Se ciò dovesse accadere, l’Ucraina dovrà essere coinvolta perché è stata invasa». I Paesi europei, ha aggiunto, «dovranno essere coinvolti perché hanno sanzioni contro Putin e la Russia». L’amministrazione Usa avrebbe detto ai funzionari europei di voler un cessate il fuoco entro Pasqua (aprile).

A completare il quadro, proprio nell’ultima giornata della conferenza, il Cremlino ha invitato Trump a Mosca. «Il presidente degli Stati Uniti è libero di visitare la Russia quando vuole», ha detto il portavoce, Dmitry Peskov. La Russia sarà felice di accogliere qualsiasi leader straniero alle celebrazioni del 9 maggio, giornata della vittoria sul nazismo, ha detto Peskov.

La risposta dell’Europa

Il presidente francese, Emmanuel Macron, prova a serrare i ranghi e ha convocato a Parigi, già per lunedì 17, i capi di Governo di Germania, Regno Unito, Italia, Polonia, Spagna, Paesi Bassi e Danimarca (in rappresentanza di Paesi baltici e scandinavi). Ci saranno anche la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Un vertice informale. Le discussioni potranno poi essere allargate, «con l’obiettivo di riunire tutti i partner interessati alla pace e alla sicurezza in Europa», spiega la Commissione.

«Questo è un momento cruciale per la nostra sicurezza nazionale. È chiaro che l’Europa deve assumere un ruolo più importante nella Nato per garantire il futuro dell’Ucraina e affrontare la minaccia che arriva dalla Russia. Non possiamo permettere che alcuna divisione nell’alleanza con gli Stati Uniti», ha affermato Starmer.

L’Europa cerca di articolare una riposta, dopo che la Casa Bianca ha preso in mano la questione, con una accelerazione che ha spiazzato tutti. Trump e Putin hanno parlato al telefono per oltre un’ora mercoledì 12, il primo contatto diretto noto tra i capi di Stato dei due Paesi dall’invasione. Domenica 16, Macron ha parlato al telefono con il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman.

Nell’incontro di Parigi si parlerà anche della posizione che l’Europa dovrebbe adottare sull’ingresso dell’Ucraina nella Nato e di come offrire a Kyiv garanzie di sicurezza, tramite la Nato stessa o qualche forza europea. Nei giorni scorsi, l’Amministrazione Usa ha chiesto alle capitali europee quali garanzie sono disposte a dare, incluso il possibile invio di soldati. Decine di vertici come quello di lunedì hanno però mostrato finora un’Europa esitante, a volte disunita.

«L’adesione dell’Ucraina all’Ue e alla Nato non è negoziabile», ha detto il presidente finlandese, Alexander Stubb, durante il suo intervento alla Conferenza di Monaco. «Il percorso di ingresso nella Ue è in corso, l’Ucraina sarà europea e non russa e questa già è una sconfitta per Putin. La seconda cosa non negoziabile sono i nuovi accordi di sicurezza per Kyiv». L’Europa, ha aggiunto Stubb, «deve parlare meno e fare di più, deve ascoltare gli Stati Uniti e assumersi maggiori responsabilità per la propria difesa».


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