Allevamenti a rischio

Peste suina, in arrivo un nuovo piano di contrasto

Il punto del commissario Filippini: il virus a oggi ha decimato circa 120mila capi, ma è ripreso l’export con il Canada e sono stati avviati negoziati con il Giappone

di Silvia Marzialetti

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«Sulla peste suina africana è in arrivo un nuovo piano aggiornato, che stiamo redigendo alla luce delle esperienze sul campo: lo ripresenteremo alle Regioni e alla Commissione europea». Lo ha detto il Commissario straordinario, Giovanni Filippini, durante una audizione informale a Palazzo Madama (che ha visto riunite la nona e decima commissione).

Il direttore generale alla Sanità animale del ministero della Salute, scelto dalla politica per intraprendere una dura battaglia contro il virus che a oggi ha decimato circa 120mila capi, ha lanciato messaggi piuttosto rassicuranti per il mercato. «Abbiamo ripreso l’export dei nostri prodotti stagionati con il Canada e stiamo riavviando i negoziati con il Giappone», ha detto.

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«Il dialogo coi bilaterali è serratissimo, per ridare fiducia ai Paesi importatori dei nostri prodotti e sicuramente la nostra strategia sta rasserenando i partner esteri: stiamo correndo per anticipare il nemico», ha aggiunto, precisando che la ripresa dell’export si riferisce ai prodotti stagionati, «perchè oltre i 400 giorni di stagionatura, il virus non sopravvive».

Ha poi menzionato un altro aspetto legato al virus: e cioè i danni derivati dalla mancata produzione, ricordando la richiesta perorata dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, durante l’ultimo Agrifish, di riattivazione della riserva di crisi (anche per far fronte ad Aviaria e Blue Tongue).

Tre (mappa alla mano) i cluster interessati dal virus: uno al Nord (di cui fanno parte Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana), uno in Campania (al confine con la Basilicata), un terzo in Calabria. Lo scorso settembre, dopo 40 anni, il virus è stato eradicato in Sardegna e soltanto due settimane fa nel comune di Roma (e provincia).

Sulla scia di una ondata epidemica in calo, l’obiettivo al momento è mantenere la Psa - che porta a morte l’80% dei suini con cui viene a contatto - all’interno delle zone infette e non farla diffondere. I pilastri di questa azione di contenimento sono gli assi autostradali (concentrati soprattutto su A15 e A1), varchi recintati, azioni di depopolamento controllato e interventi di biosicurezza.

Solo nelle zone di Brescia, Cremona, Mantova sono 4 milioni i capi di suini da preservare; 1,2 milioni a Cuneo.

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