Petrolio, gli Usa valutano aiuti di Stato per difendere lo shale oil
La guerra dei prezzi scatenata da Russia e Arabia Saudita rischia di travolgere le compagnie americane, che oggi non trovano finanziamenti. Washington è preoccupata anche dal rischio che la crisi contagi il sistema finanziario
di Sissi Bellomo
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Per gli Stati Uniti anche lo shale potrebbe essere too big to fail. Mentre il petrolio crolla per effetto della guerra dei prezzi tra Russia e Arabia Saudita, Washington sta valutando misure di salvataggio per il settore, un po' come aveva fatto nel 2008 con alcune banche: troppo grandi perché l’economia potesse sopportarne il fallimento.
Non c’è ancora nulla di ufficiale. Ma le indiscrezioni si stanno moltiplicando, insieme alle polemiche sull’opportunità di concedere aiuti di Stato ai petrolieri. Alla Casa Bianca ci sarebbero già stati numerosi colloqui sulle possibilità di intervento. E tra le ipotesi al vaglio, secondo fonti Bloomberg, sarebbe emersa anche quella di sostenere le quotazioni del barile acquistando greggio per la Strategic Petroleum Reserve (Spr): un espediente che assegnerebbe di fatto agli Usa il compito, oggi abbandonato dall'Opec Plus, di ridurre l’offerta petrolifera.
Gli inteventi allo studio, scrive il Washington Post, che per primo ha rivelato i piani, comprendono la concessione di prestiti agevolati garantiti dal Governo federale per i frackers, che oggi (a differenza che durante la crisi del 2014-2016) faticano a trovare banche o altri investitori disposti a finanziarli. Potrebbero anche arrivare sconti sule royalties per lo sfruttamento di terreni federali, che sono ferme al 12,5% dal 1920.
La Spr – da cui l’amministrazione Usa fino a pochi giorni fa voleva vendere petrolio per fare cassa – sarebbe in grado di ritirare dal mercato circa 78 milioni di barili, esaurendo l’attuale a capienza degli stoccaggi (che è 713,5 mb).
La guerra dei prezzi ha intanto registrato una nuova escalation, benché solo a parole: l’Arabia Saudita ha detto di voler espandere anche la capacità produttiva, da 12 a 13 milioni di barili al giorno, gli Emirati Arabi Uniti hanno avvertito che «potrebbero» estrarre 1 mbg in più ad aprile (raggiungendo 4 mbg) e anticipare rispetto al 2030 i piani per salire a 5 mbg di capacità.


