A scuola

Piano Valditara: nei licei 30 ore extracurriculari per «educare alle relazioni»

La ministra per le Pari opportunità e la famiglia Eugenia Roccella: «Presto linee guida nazionali sulla formazione di operatori e insegnanti»

di Manuela Perrone

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Trenta ore extracurriculari di «educazione alle relazioni» attraverso gruppi di discussione nelle scuole superiori di secondo grado, con un budget di 15 milioni a valere sui fondi Poc (Programma operativo complementare) e un’architettura definita in una direttiva appena firmata dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. E poi un patto tra Istruzione, Pari opportunità e Cultura - suggellato da un protocollo d’intesa tra la ministra Eugenia Roccella e i colleghi Valditara e Gennaro Sangiuliano - per promuovere iniziative congiunte sul tema della prevenzione e del contrasto della violenza contro le donne. Si partirà dalla realizzazione di video e cortometraggi da parte degli studenti: i migliori saranno premiati in un nuovo «spazio dedicato» al Festival del Cinema di Venezia.

Valditara: «Basta machismo e maschilismo»

Nel giorno del via libera definitivo e unanime in Senato al Ddl contro la violenza sulle donne e dei contatti tra la premier Giorgia Meloni ed Elly Schlein che fruttano il disco verde a due ordini del giorno del Pd per nuovi Ddl che prevedano corsi antiviolenza nelle scuole (si vedano gli articoli in pagina), i ministri calano le loro carte in conferenza stampa a pochi passi dall’Aula. Illustrando il piano di educazione alle relazioni nei licei e negli istituti superiori, sperimentale e basato sull’adesione volontaria, Valditara tiene a sottolineare che il progetto non è nato sull’onda del femminicidio di Giulia Cecchettin, ma è maturato in estate dopo gli stupri di Caivano. «Basta alla cultura machista e maschilista che ancora inquina il nostro Paese, basta alla violenza fisica e psicologica contro le donne», dice il ministro, rivendicando l’iniziativa come unica, ma anche richiamando la legge 107/2015 che per prima ha introdotto nei piani dell’offerta formativa l’obbligo di assicurare l’educazione a rispetto e parità.

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La difesa del consigliere Amadori

Valditara prende nettamente le difese del suo consigliere per la comunicazione, Alessandro Amadori, finito nell’occhio del ciclone per il libro autopubblicato “La guerra dei sessi” che, oltre a evidenziare come «anche le donne sanno essere cattive», riprende alcune tesi cospirazioniste su presunti tentativi femminili organizzati di dominare sugli uomini. «Non c’è alcuna frase contro le donne o che giustifichi atteggiamenti di prevaricazione contro di loro», garantisce il ministro, leggendo le conclusioni del saggio. Incalzato dalle croniste, chiarisce anche, però, che «Amadori non è e non sarà il coordinatore del progetto».

I focus group e il nodo della formazione dei docenti

Il tema dei contenuti della formazione è il più delicato. La direttiva di Valditara prevede che ogni focus group di classe sarà coordinato da un docente moderatore formato dal ministero, avvalendosi di Indire, secondo un programma da predisporre «anche con il supporto di organismi scientifici e professionali». Quali? Il testo esplicita soltanto «la collaborazione dell’Ordine degli psicologi» e assicura un raccordo con il Fonags, il Forum nazionale delle associazioni dei genitori della scuola. In fase di elaborazione del piano «abbiamo consultato associazioni dei genitori, pedagogisti, giuristi, Ordine degli psicologi», aggiunge il ministro, annunciando che proprio con l’Ordine sarà siglato un protocollo «per realizzare presidi psicologici territoriali al servizio delle scuole». Alla domanda se siano stati ascoltati i centri antiviolenza, detentori di un’esperienza impareggiabile, risponde: «Saranno coinvolti nello svolgimento del progetto».

A breve linee guida nazionali di Roccella

Sulla formazione arriverà in ogni caso a breve un riferimento quadro, come precisa Roccella, che invita gli uomini a rendersi «protagonisti del cambiamento». L’articolo 6 della nuova legge, oltre a richiamare la Convenzione di Istanbul, prevede infatti che la ministra per le Pari opportunità, anche con il supporto del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio sulla violenza nei confronti delle donne (presieduto da Fabrizia Giuliani e composto da esperte come Paola di Nicola, Vittoria Doretti, Alessandra Kustermann, Lella Paladino e Claudia Segre), emani «linee guida nazionali al fine di orientare una formazione adeguata e omogenea degli operatori che a diverso titolo entrano in contatto con le donne vittime di violenza». «Avranno impatto su magistrati, psicologi e anche insegnanti», scandisce Roccella.

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