Piccozze hi-tech per i nerd della montagna
La valdostana Grivel ha più di 200 anni di vita e produce in uno stabilimento autosufficiente dal punto di vista energetico
di Carlo Andrea Finotto
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Dagli attrezzi creati per gli albori dell’alpinismo all’invenzione dei ramponi fino agli ultimi ritrovati, hi-tech e super leggeri, destinati ai professionisti di scalate e arrampicate, che vanno a ruba tra i “nerd” della montagna.
Si potrebbe riassumere così la storia ultra bicentenaria della Grivel, azienda valdostana di Courmayeur, ai piedi del Monte Bianco con un nuovo stabilimento vicino ad Aosta autonomo dal punto di vista energetico grazie a un impianto fotovoltaico da 500 KW.
In realtà c’è di più e dell’altro. Per esempio una costante propensione all’innovazione, sin dall’inizio. E la capacità, a dispetto delle dimensioni da piccola azienda – 5,5 milioni di fatturato, una trentina di dipendenti –, di conquistare il mondo con il made in Italy.
«Oggi – racconta l’amministratore delegato Oliviero Gobbi – esportiamo il 90% della nostra produzione in oltre 50 Paesi del mondo». Performance raggiunte per ora con i canali tradizionali, ma «dalla seconda metà 2020 o dalla prima metà 2021 anche attraverso una piattaforma ecommerce interna. Il sito web è concepito per quello» annuncia il manager.
La storia della Grivel inizia nel 1818, con la decisione di virare dalla produzione di utensili per l’agricoltura a quella di attrezzi per il nascente mercato dell’alpinismo.



