Sostenibilità

Piemonte, avanti tutta sull’energia rinnovabile. Dodici Green Comunities al via

L’idroelettrico si conferma la prima fonte, cresce il fotovoltaico nel residenziale. I bandi per il risparmio energetico accelerano la transizione

di Anna Migliorati

(luigi giordano - Fotolia)

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I punti chiave

  • Consumi domestici in calo più della media nazionale
  • Idroelettico, premiano i mini impianti
  • Comuni, ospedali, imprese: parola d’ordine efficientamento energetico

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(Sole24Ore-Radiocor Plus) - Il Piemonte punta dritto verso la transizione verde, secondo l’agenda del Piano energetico regionale che mira a diminuire del 30 per cento il consumo di energia entro il 2030, ma soprattutto raggiungere una quota vicino al 50 per cento di produzione di energia elettrica regionale proveniente da fonti energetiche rinnovabili. I consumi energetici, secondo l’ultimo report dell’Ufficio statistica regionale e Istat, fanno segnare in dieci anni, dal 2012 al 2022, un calo dello 0,8% di consumi domestici, al di sopra del -0,6% della media italiana. Segno che efficientamento energetico, autoproduzione e risparmio dei consumi delle famiglie in Piemonte si fanno sentire. E il 2024 si annuncia un altro anno puntato alla transizione.


Green Comunites, dodici ai nastri di partenza

Sono già 12 le domande di candidatura al bando per le Green Comunities arrivate, in poco più di due settimane dall’apertura, per un totale richiesto di quasi 23 milioni di euro. Un altro passo avanti nella regione che già ha visto nascere le prime comunità energetiche in Italia, con la pioniera Magliano Alpi, nel cuneese, dove già nel 2021 sul tetto del municipio fu stato installato un impianto fotovoltaico da 20 kilowatt, aprendo ai cittadini. Una storia che prese il via appena approvato, nel febbraio di cinque anni fa, il primo atto in cui venivano riconosciute per la prima volta le associazioni di produttori-consumatori, riconoscendo a condomini, imprese e comuni di condividere l’energia prodotta da fonti rinnovabili. Quelle che ora sono le comunità energetiche.
Cinque anni dopo, il Piemonte è tra le regioni guida anche con le “green communities”, che puntano ad una transizione non solo energetica grazie alle risorse locali, ma a valorizzare paesaggio, boschi e acqua, risorsa indispensabile col cambiamento climatico che in molte provincie ha lasciato il segno nelle stagioni scorse.
Green Comunites ne vedrà sei la provincia di Torino, quattro il cuneese, una le provincie di Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli. Mettendo in rete 20 Unioni montane, 204 comuni montani, 15 parzialmente montani, 6 non montani. Quelle già finanziate con i fondi del Pnrr sono quattro: oltre alla green Comunites pilota di "Terre del Monviso", data di nascita 30 marzo 2022, le "Sinergie in Canavese" trainata dall’Unione Montana Valli Orco e Soana, "Margreen" di Unione Montana Valle Stura, "Verso una rete piè-montana" dell’Unione Montana Valli Chisone Germanasca. Di queste, due hanno presentato domanda di candidatura anche per il bando Green Community, Terre del Monviso, Sinergie in Canavese.


Idroelettrico, la prima fonte rinnovabile in Piemonte

Resta l’acqua, d’altra parte, il vero oro energetico piemontese. Terza regione italiana per produzione di energia idroelettrica dopo Trentino-Alto Adige e Lombardia. Una risorsa che arriva dai grandi impianti come dai micro-invasi. Solo il Cosorzio di irrigazione e bonifica dell’Est Sesia, il più grande d'Italia, conta 69 centrali idroelettriche con una produzione annua di energia rinnovabile di circa 86milioni Kwh. «Un esempio virtuoso di valorizzazione sostenibile dell'acqua lungo i canali irrigui per contrastare gli effetti della crisi climatica salvaguardando gli interessi dell'agricoltura e le risorse ambientali del territorio», dice il direttore Generale Mario Fossati.
Non a caso nel dicembre scorso Edison ha firmato con Idronord l’accordo per l’acquisto di un portafoglio di dieci centrali mini-idroelettriche. Solo gli impianti in Val di Susa e Valle dell’Orco hanno una potenza installata complessiva di circa 11 Mw e una producibilità attesa complessiva di circa 44 Gwh all’anno, in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di 16.400 famiglie e di evitare l’emissione in atmosfera di circa 18 mila tonnellate di CO2 l’anno.

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Nel bilancio previsionale della Regione 2023-2025 sono previsti 26 milioni tutela e valorizzazione delle risorse idriche; 22 milioni trasferiti alle province per il grande idroelettrico. Un potenziale cui guarda l’intero sistema italiano. “Sul fronte della produzione idroelettrica la regione Piemonte ha ancora grandi potenzialità nello sviluppare nuovi progetti e nel potenziare quelli esistenti. L'idroelettrico è la prima fonte tuttora in Italia e nel mondo come fonte rinnovabile, è programmabile e non dipende nell'immediato dalle incertezze del tempo. L'elettricità è il futuro dell'energia”, spiega Davide Tabarelli presidente Nomisma Energia.


Fotovoltaico, quota 20mila impianti

Ma passi avanti arrivano anche da sole e vento. In cinque anni, secondo l’ultimo Annuario regionale, la produzione tra fotovoltaico ed eolico è passata da 1590Mw nel 2017 a 2018Mw nel 2022. Un’accelerazione arrivata soprattutto dai consumi domestici del fotovoltaico: sforano i 20mila gli impianti censiti da Italia Solare per una potenza di 366,38Mw. Di questi oltre 18mila gli impianti residenziali, che vedono Torino regina seguita da Cuneo, Novara, Alessandria e Asti. Con provincie dove a vincere sono i piccoli impianti, segno che a trainare sono i consumi domestici, e altre dove a produrre arrivano anche impianti più grandi.
Un settore, quello dell’autoconsumo nell’edilizia, cruciale per la svolta green. Visto che in Piemonte circa la metà dei consumi energetici arriva dal comparto degli edifici e, in particolare, dalle utenze domestiche. Se si vogliono raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione che l’Unione Europea ha definito nel Green New Deal per il 2030 e il 2050, è proprio questo il settore su cui intervenire con maggiore decisione.


Numeri che continuano a correre, col Piemonte nella top 5 delle regioni italiane anche nel 2024 secondo la mappa tracciata da EnergRed: al 31 dicembre 2024 si prevede che conterà una potenza installata stimata in 3.091 Mw, prima di regioni ben più a sud, e tra le prime della classe a correre insieme a Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.

Comuni, ospedali, imprese: parola d’ordine efficientamento energetico

Se produrre energia rinnovabile è il primo passo, il secondo è risparmiare. «La richiesta di poter efficientare gli edifici pubblici è arrivata da molte amministrazioni locali alla luce di un patrimonio edilizio vetusto ed energivoro», spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati. Con molteplici obbiettivi: «prioritariamente avremo un serio risparmio energetico e si potranno abbattere le bollette lievitate negli ultimi anni che hanno tolto grandi risorse finanziarie a discapito dei servizi ai cittadini. Parallelamente, migliorando l’autosufficienza energetica, oltre ad un risparmio economico avremo riduzioni emissive in atmosfera di sostanze inquinanti e climalteranti per il bene della salute e dell'ambiente».
Un fronte sul quale si muovono i bandi della Regione Piemonte: complessivamente, sul capitolo dell’efficientamento energetico sono già stati stanziati circa 140 milioni di euro dei fondi Fesr 2021-27; di questi, 65 milioni sono per gli edifici pubblici.
Dalle strutture sanitarie, per le quali sono stati approvati i criteri per il bando di efficientamento energetico con una dotazione finanziaria di 23 milioni e mezzo di euro; agli edifici pubblici, tra scuole, edifici ricreativi, culturali e impianti sportivi, per altri 26milioni di euro. Fino alle imprese, per le quali nel 2023 sono arrivati 92 milioni di euro per efficientamento energetico e la promozione dell’utilizzo delle energie rinnovabili. E altri investimenti sono in arrivo tra aprile e maggio prossimi.

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