Abbigliamento da cerimonia

A partire dalla collezione Main ss 2026, il marchio assumerà la denominazione Pignatelli e a giugno lancerà la prima linea di abbigliamento lifestyle, con un focus sui giovani. L’obiettivo è triplicare il fatturato

da sinistra: Francesco Gianfala, socio di riferimento; Francesco Pignatelli, creative director; Alessandro Rossi, ceo

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La maison Carlo Pignatelli, fondata a Torino nel 1968 dallo stilista e imprenditore Carlo Pignatelli, cambia proprietà: Francesco Gianfala, imprenditore nel settore finanziario, ha rilevato il 100% della società, liquidando il fondatore.

L’operazione, completata dopo una prima fase avviata nel maggio 2024 quando la quota di maggioranza della società era stata rilevata dalla holding GD di Francesco Gianfala e Riccardo Di Battista, accelera il percorso di sviluppo del marchio con l’obiettivo di triplicare il fatturato nel giro di tre o quattro anni, passando da 10 a 30 milioni di ricavi. Il punto di partenza è, innanzitutto, il nome: dalla collezione Main per la primavera estate 2026, il marchio si chiamerà solo Pignatelli. Il rebranding sarà accompagnato anche da un rinnovamento dell’identità visiva, ma non da una rivoluzione creativa: Francesco Pignatelli, nipote del fondatore, continuerà a ricoprire il ruolo di direttore creativo, per garantire continuità con il patrimonio del brand.

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L’obiettivo, secondo Gianfala, è «mantenere intatte le radici sartoriali e l’eccellenza del Made in Italy, proiettandole in una dimensione più contemporanea e dinamica. Il nuovo corso mira a intercettare un target più giovane e internazionale, con un focus specifico sulla fascia 18-25 anni». E, dunque, puntando su occasioni come il diciottesimo compleanno e il matrimonio. A giugno 2025, poi, verrà lanciata una linea lifestyle - affidata in licenza -, sempre dedicata i giovani, che si chiamerà Omnia e sarà pensata per il tempo libero.

La strategia di sviluppo dell’azienda - che è nata alla fine degli anni Sessanta in un piccolissimo atelier di Torino, dove Pignatelli cuciva su misura gli abiti da cerimonia, e ha sempre avuto una forte connotazione bridal - prevede un’espansione delle attività all’estero: «L’Italia rimane il mercato prioritario, ma l’attenzione è rivolta a mercati strategici come Asia, Medio Oriente, India e Sud America». Paesi in cui, al contrario dell’Italia, ci si continua a sposare molto e a dare importanza alla celebrazione anche in termini di investimento: secondo indiscrezioni, il matrimonio tra i due miliardari indiani Anant Ambani e Radhika Merchant che si è tenuto nel luglio 2024 sarebbe costato oltre 150 milioni di dollari. Senza contare il costo della festa di fidanzamento (durante la quale si era esibita Rihanna) e quello della crociera nel Mediterraneo con 800 ospiti, con una fitta agenda di intrattenimento con eventi di alto profilo tra cui un concerto di Katy Perry e uno di Andrea Bocelli.

Tra gli investimenti previsti ci sono poi il lancio dell’ecommerce, l’apertura di una nuova sede «che integrerà uffici e showroom, ottimizzando le risorse», ha detto il ceo Alessandro Rossi, e possibili partnership «con selezionate realtà produttive italiane».

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