Musica

Pinguini Tattici Nucleari, il tour 2024 spiegato da loro (dopo il concerto)

La band da un milione di biglietti venduti torna nei palazzetti. Tra omaggi alla Palestina, cover dei Coldplay, il progetto Hello World e una sfida: «La canzone politica, ma senza banalità e propaganda»

di Francesco Prisco

Pinguini Tattici Nucleari, l’omaggio live alla Palestina

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Cinque anni. Per David Bowie bastavano e avanzavano alla fine del mondo, per i Pinguini Tattici Nucleari sono effettivamente stati la fine del mondo: tra l’uscita di Fuori dall’hype (aprile 2019), loro primo album per Sony Music, e oggi ci passano il terzo posto a Sanremo 2020, un disco e mezzo, due libri e due tour che li hanno trasformati da autarchico progetto indie della Val Seriana prodottosi in casa i primi tre album all’unica band italiana ad aver venduto un milione di biglietti in un anno, fenomeno da 58 dischi di platino Fimi GfK e 3,3 milioni di ascoltatori mensili su Spotify. Dopo l’esperienza negli stadi dell’estate 2023, tornano in tour nei palazzetti con 33 date tutte sold out ed è logico che il nuovo live act provi un po’ a raccontare in musica questi cinque anni, in attesa del progetto Hello World che, nel 2025, li riporterà agli stadi.

Parliamo di numeri, ma non troppo

In occasione della prima delle sei date milanesi si ragiona un po’ di tutto questo nei camerini del Forum di Assago. Parlando di numeri, ma «senza l’ossessione dei numeri». Non si può, per esempio, non partire dal milione di biglietti venduti «ma non è che viviamo con questo milione sulla testa», ci tiene a sottolineare il frontman Riccardo Zanotti con un riferimento nemmeno troppo velato ai casi dei forfeit da stress di colleghi vari come Sangiovanni e Mr. Rain. «Certe cose possono succedere quando si parla troppo di numeri. Sono piuttosto dell’idea che chi fa musica debba concentrarsi sulla musica, debba lavorare per avere i pezzi. Tutti gli altri discorsi diventano secondari». Gli fa eco Elio Biffi: «Forse da questi discorsi ci tiene al riparo il nostro essere di Bergamo», dice, per poi parlare di concretezza, «solide realtà» come quelle della loro vecchia Castagne Genge.

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Meglio settimi tutta la vita

A chi ricorda loro la presenza costante in classifica dal 2020 in avanti, culminata l’anno scorso nel quarto posto di Fake news nella chart degli album più ascoltati, Zanotti risponde con «un vecchio detto della discografia: meglio essere settimi tutta la vita che primi una volta sola». Inevitabile parlare anche di queste 33 date da due ore l’una che si concentrano in appena 57 giorni, tabella di marcia impegnativa «ma noi nasciamo come band live, ci abbandoniamo al rito apotropaico del concerto», commenta Riccardo, «ci piace partire e non vedere nessuno. Certo, una famiglia si può anche rompere con questi ritmi... ma qui c’è una grande energia, ci sono cento persone che lavorano attorno al nostro progetto. Cento persone che diventano a loro volta parte della nostra famiglia».

Pinguini Tattici Nucleari: “Noi ottimi derivati, investite su di noi”

Un live dal 2019 in avanti

E veniamo allo show, che rielabora in chiave arena quanto già si era visto nel tour estivo, quasi a rappresentarne una logica prosecuzione. La scaletta propone 23 canzoni, tutte prodotte dal 2019 in avanti. Mancano, insomma, i brani di Il re è nudo, Diamo un calcio all’aldilà e Gioventù brucata ma Elio subito precisa: «Torneranno nel corso del tour, la scaletta cambia ogni sera, è piena di sorprese». Rik aggiunge: «Sicuramente sono pezzi che ci rappresentano meno, rispetto a quello che siamo adesso. Nel terzo album c’erano per esempio canzoni che tentavano delle direzioni che poi, effettivamente, non abbiamo preso. Più in generale, parliamo di pezzi indie incisi quasi in cameretta. Chissà... potrebbe essere interessante ri-arrangiarli e re-inciderli oggi».

L’omaggio al popolo palestinese e il ritorno alla canzone politica

La scaletta parte alle latitudini pop di Ahia! con Scrivile scemo e Scooby Doo, dove spicca un notevole assolo pitchato di Paso («Ho sempre amato suonare la chitarra», dirà Zanotti dopo lo show, «ed è stata una fortuna per me incontrare lui»), quindi Verdura, primo brano esplicitamente pop dei Pinguini Tattici Nucleari, diventa ancora una volta reggae. Hold on, come già succedeva negli stadi, si presta al rito del tatuaggio sul palco. Di lì a poco si riderà e si piangerà con La storia infinita e Bergamo. In particolare, prima di quest’ultima, Elio chiede a ciascuno spettatore di far trillare le chiavi che ha in tasca, mentre legge la poesia Pensa agli altri di Mahmoud Darwish, come omaggio a chi in Palestina la casa l’ha persa e vive sotto le bombe.
Che i tempi siano maturi per un ritorno alla canzone esplicitamente politica da parte dei Pinguini Tattici Nucleari? Magari sui grandi temi di questo particolare momento storico? «Ci stiamo pensando», risponde Zanotti, «ma il tema è trovare il taglio giusto. Quando scrivi una canzone impegnata, ci sono due pericoli dai quali devi saper stare alla larga: banalità e propaganda».
L’onda emotiva dello show porta a Hikikomori e Fuori dall’hype, quindi è il momento di Lake Washington Boulevard, il folk sugli ultimi giorni di Kurt Cobain che Sony Music non volle singolo ma il pubblico, per mille motivi, adorò all’istante. E adesso canta a memoria: «Lo vedi, Andrea?», scherza Rik dal palco rivolgendosi al ceo Andrea Rosi.

Venticinque anni senza Kurt Cobain: l’omaggio musicale dei Pinguini Tattici Nucleari

«Ricordi» e la barriera di Roger Waters

Anche nei palazzetti, come a San Siro, c’è la parentesi della tavolata acustica con Scatole, Giulia cantata dal Biffo e Cena di classe che si conclude con Matt che suona la batteria con due torce infuocate (Don’t try this at home). L’urlo di Giovani Wannabe fa tremare gli spalti del Forum, prima di Ricordi, pezzo urban sul difficilissimo tema dell’Alzheimer che la band canta nascondendosi dietro una barriera su cui appaiono riprodotte, in maniera frammentaria, istantanee delle loro vite precedenti: ci sono la Delorean di Ritorno al futuro, i Beatles che il bassista Simone Pagani suona da sempre, Mago Merlino cui Elio dedicò la tesi di laurea, il Funko Pop di Taylor Hawkins, batterista preferito di Matteo Locati, persino la copertina di 1978 gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano! degli Area. A concerto finito, la band rivelerà che la reference della barriera di Ricordi sta nel This is not a drill tour di Roger Waters, «lo show dal vivo più bello che abbia visto», dice Riccardo.
Gli unici salti nella storia profonda dei Pinguini Tattici Nucleari (da Sciare a Bagatelle) arriveranno con l’ormai tradizionale Dj set di Nicola Buttafuoco.

Pinguini Tattici Nucleari, le foto del concerto di Assago

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E ci cantarono «Fix you»

La voce del Forum si fa di nuovo grossa su Rubami la notte, Coca Zero e Antartide, poi arriva Dentista Croazia, mito di fondazione che sa di Ducati presi a noleggio e pillole social di vita pinguina, la ballatona che non può non essere cantata una strofa a testa da tutti i membri della band. Easter egg particolarmente gradito dagli amanti di Ridere: dal verso «E ti cantavo Fix you» alla cover di Fix you dei Coldplay il passo è molto breve e prelude a un gioco che vedremo in tutte le date del tour, canzoni site-specific che cambieranno ogni sera. Sulle tappe di Napoli si preannuncia per esempio «un omaggio al più grande cantautore napoletano di sempre». E così si arriva ai bis, che sono Zen, Ringo Starr (bello il fill iniziale di batteria) e ovviamente Pastello bianco che non ci può mancare.

L’artwork del progetto «Hello World»

L’avvento di «Hello World»

A concerto finito, ci scappa qualche parola in libertà sul progetto Hello World , concept dalla grafica da retro gaming (loro sei, rielaborati in 16 bit, attorno a un falò come fosse il video di Sciare) che si porta dietro «una riflessione sulla tecnologia, nell’epoca in cui l’intelligenza artificiale promette di cambiarci la vita e non abbiamo capito come», spiega Zanotti. Hello World poteva essere il titolo di Fake News, per ora è il titolo del tour negli stadi del 2025. Sarà allora il titolo di un nuovo disco? Rik se la ride ma ne esce con disinvoltura: «Ci sarà senza dubbio musica nuova da qui ad allora. Quanto al disco, dovremmo piuttosto chiederci, nell’epoca della musica liquida, che cos’è oggi un disco e se ha senso continuare usare il termine discografia o è il caso, piuttosto, di inventarsi un termine nuovo». Strimmografia, liquidografia? «Non lo so... “Diamo un nome nuovo alla discografia”: potrebbe essere il titolo per un bellissimo panel della prossima Milano Music Week». Semiserio, come i Pinguini Tattici Nucleari sanno essere da quando esistono.

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