Intervista a Emmanuel Conte

«Più autonomia ai Comuni per gestire le risorse pubbliche»

Assessore al Bilancio Comune di Milano

di Sara Monaci

Emmanuel Conte, Assessore al Bilancio Comune di Milano

3' min read

3' min read

Un 2024 «migliore rispetto agli anni precendenti», ma i Comuni avrebbero bisogno di «maggiore autonomia, non tanto per avere più tasse, ma per gestire in modo più flessibile le nostre risorse». Per Emmanuel Conte, assessore al Bilancio del Comune di Milano, Palazzo Marino sta lavorando per la complicata sfida di dare un equilibrio strutturale al bilancio comunale, ma crede che all’orizzonte ci siano problemi che possono essere risolti solo con una visione «più ampia», ovvero con aiuti nazionali.

Assessore, quest’anno ha tirato un sospiro di sollievo con un esercizio 2024 chiuso con meno fatica?
Diciamo che siamo intervenuti su una serie di pilastri che ci hanno aiutato, tra cui anche la rimodulazione del debito che ci ha permesso di liberare risorse nella parte corrente per 50 milioni.

Loading...

Avete aumentato le tariffe però.
Abbiamo aumentato la tassa di soggiorno per esempio, ma è stata una rimodulazione possibile a livello nazionale, che consente alle città di arrivare a 5 euro. In alcune città si può addirittura arrivare a 10 euro, per noi non è possibile, e stiamo chiedendo che ci venga data questa possibilità perché ormai è anacronistico. E aumentare la tassa di soggiorno per chi va in un albergo 5 stelle non inibisce certo il turismo, ma anzi è un sistema equo di redristribuzione. Poi abbiamo aumentato il valore dell’occupazione del suolo pubblico, che non veniva toccato dal 2010, nemmeno adeguandolo all’inflazione. Ci sembrano misure eque.

La questione centrale del bilancio comunale è il trasporto pubblico, che pesa moltissimo. Come si fa a tenere tutto insieme, risparmi e maggiori servizi?
Ricordiamo intanto le cifre, che aiutano a capire dove sta il problema: il servizio vale 1 miliardo, di cui 388 milioni pagato dai biglietti e 260 milioni dal fondo nazionale dei trasporti. Il resto è a carico della fiscalità generale. E nel 2023 abbiamo scelto di non adeguarci all’inflazione e di non aumentare il biglietto.

Lo avevate già fatto nel 2022, e non senza polemiche. Non è già alto?
Potevamo adeguarci anche nel 2023, come la Regione ci permetteva e chiedeva, e non lo abbiamo fatto. E intanto abbiamo aperto una nuova metro, la linea 4, siamo l’unica città in Europa ad averlo fatto. Ma anche questo ha un costo. Nel 2024 il canone costa 62 milioni; nel 2025 costerà 100 milioni.

Dove li troverete questi soldi?
Chiediamo al governo di guardare ai trasporti locali come ad una risorsa nazionale, e di premiare le città virtuose. Vale per la M4 come per i nuovi prolungamenti. Serviamo un hinterland da 3 milioni di cittadini, sarebbe miope pensare che sia solo un problema nostro.

Era necessario comprare le quote dei privati della M4?
È stata sì una buona scelta, perché abbiamo rafforzato il patrimonio di Atm, che ha fatto un’ottima operazione, e in più il Comune rinegozierà il debito con le banche. A chi critica rispondo ricordando che i privati sarebbero comunque usciti a fine anno.

Milano è diventata una città per soli ricchi?
Dobbiamo evitare che lo diventi, noi quest’anno abbiamo trovato risorse in più per welfare sicurezza e educazione, e la giunta sta lavorando anche per il tema dell’abitare, migliorando l’offerta popolare e le costruzioni Erp. Ma non è un lavoro che si vede dall’oggi al domani, e per rispondere alle emergenze anche qui ci vuole il sostegno del governo.

L’autonomia aiuterebbe?
Sì ma non quella regionale, ma quella dei Comuni: non solo per avere più risorse, ma per gestire meglio quelle che abbiamo.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti