Mobilità studentesca

Più competenze trasversali dopo gli studi all’estero

Al via il 14 marzo a Como le celebrazioni per i 70 anni di Intercultura con la pubblicazione di un’indagine Ipsos sugli ex partecipanti

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Chi parte per un’esperienza all’estero durante la sua esperienza scolastica, da un lato, acquisisce le abilità trasversali fondamentali nel contesto professionale e in quello personale (tant’è che il 68% la cita espressamente come l’esperienza che ha contribuito a renderlo la persona che è oggi); dall’altro, dimostra di avere competenze linguistiche superiori alla media (vantando la conoscenza di almeno un’altra lingua oltre all’inglese), anche se è stato in Paesi non anglofoni. Sono alcune delle evidenze che emergono da una ricerca di Ipsos sull’impatto dell’esperienza Intercultura, realizzata attraverso interviste a 958 partecipanti partiti tra il 1977 e il 2021 e appartenenti, quindi, a tre generazioni diverse: le loro risposte sono state confrontate con un campione rappresentativo di 250 italiani per vedere differenze e similitudini.

La ricerca di Ipsos

L’indagine - che sarà presentata venerdì 14 marzo a Como in un evento che inaugura le celebrazioni per i 70 anni di attività di Intercultura - dimostra come le competenze linguistiche e professionali acquisite durante l’anno scolastico all’estero (o esperienze simili) favoriscano un approccio al lavoro più dinamico e proattivo: Ad esempio, gli ex studenti di Intercultura trovano più facilmente lavoro: lo dichiara il 55% degli intervistati (contro il 26% degli italiani).

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In generale, si ricerca un lavoro in contesti esteri o presso aziende multinazionali oppure si va a caccia di modalità di lavoro flessibili e ibride che garantiscano un maggiore equilibrio tra vita privata e lavorativa. In parallelo - sempre secondo Ipsos - l’esperienza oltre confine risulta fondamentale per lo sviluppo personale e la crescita degli studenti, che una volta rientrati dimostrano di avere maggiore fiducia in se stessi, adattabilità e apertura al mondo oltre che una visione più aperta e multiculturale.

Le celebrazioni per Intercultura

Come detto, la ricerca si inserisce nelle celebrazioni per i 70 anni di un’associazione (Intercultura appunto) che dal 1955 ha creato una rete internazionale di relazioni che abbraccia oltre 60 Paesi. E che ha coinvolto nelle sue attività 88mila studenti: ai 55mila italiani che hanno vissuto un’esperienza di studio all’estero si aggiungono i 33mila studenti internazionali accolti da famiglie italiane. Attualmente sono circa 5.500 i volontari distribuiti in 160 città italiane che accolgono e guidano questi giovani.

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