Politica Economica

Pnrr, più funzioni di supporto alla Corte conti

Allo studio la definizione di un ruolo consultivo per i magistrati contabili

di Gianni Trovati

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«Le amministrazioni pubbliche territoriali e centrali, con le loro debolezze che sono strutturali e non si supereranno in pochi mesi, esprimono la richiesta di un qualificatissimo supporto della Corte dei conti. Penso che di questo bisogno ci si debba fare carico».

Nella giornata di chiusura del 66esimo Convegno di studi amministrativi organizzato dalla Corte dei conti a Varenna, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli non rinuncia a entrare nel vivo del tema che ha agitato i rapporti dei magistrati contabili con gli ultimi due governi: lo scudo erariale (parziale) per accelerare l’attuazione degli interventi pubblici.

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Le parole di Garofoli non nascono solo dall’obiettivo di spegnere il malcontento di molti magistrati sulla limitazione del danno erariale ai soli casi di dolo, introdotta nel 2020 e prorogata dal decreto Recovery fino a metà 2023. Il punto, su cui stanno lavorando governo e Parlamento, è la definizione di un ruolo consultivo della Corte dei conti nella gestione dei fondi del Recovery, per fissare l’azione amministrativa su binari più certi e prevenire rischi di contestazioni successive delle scelte contabili.

Questo spostamento di pesi dai controlli ex post al supporto preventivo, già avviato ma in via di completamento con nuove regole, rientra fra gli interventi chiamati a tagliare i tempi di attuazione del Recovery. Che sono il primo assillo del governo, come hanno confermato tutti gli interventi ministeriali a Varenna.

L’obiettivo di far correre una macchina pubblica sfibrata ha prodotto misure come le corsie blindate per le opere del Pnrr, che non vengono bloccate in caso di ricorso al Tar dove un eventuale vittoria del ricorrente si traduce ora in un indennizzo. Tentativi innovativi che talvolta non sono perfetti, ha riconosciuto Garofoli, perché l’indennizzo ai ricorrenti vincitori aumenta la spesa per le singole opere; ma cerca di contemperare le esigenze di tutela del diritto dell’impresa con l’interesse collettivo alla realizzazione dell’investimento.

Il fatto è che «l’occasione è troppo importante e va assolutamente scongiurato il rischio di veder impantanati i programmi del Pnrr per l’inerzia o l’eccesso di formalismo» della Pa, come ha voluto sottolineare il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti nel suo videomessaggio al convegno. L’altro rischio al centro delle preoccupazioni di Giorgetti è quello di favorire con i fondi del Pnrr italiano «altri sistemi produttivi»: per evitarlo bisogna «aggiornare i programmi come Industria 4.0 con una ricognizione preventiva delle necessità del mondo produttivo» italiano.

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