Polo, chef stellati e Nieztsche: mini-guida all’Engadina senza gli sci ai piedi
Come passare una «Settimana Bianca»,, o un fine settimana, sulla neve, tra sentieri sulla neve, slittini, ristoranti sostenibili, gallerie d’arte, filosofi e sauna in laghi ghiacciati
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I punti chiave
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Il trenino rosso delle Ferrovie Retiche ferma alla stazioncina di La Punt-Chamues: è una piccola casa color crema dal tetto spiovente e dalle travi in legno, con un solo binario. Il viaggiatore che scende alla fermata (solo a richiesta, c’è un pulsante nei vagoni, come negli autobus) di questo piccolo villaggio, tra le Alpi svizzere, al confine con l’Italia, rimane stupito dall’atmosfera fiabesca: il campanile della chiesa che si staglia contro le montagne sullo sfondo, mentre tutto è coperto da un bianco manto di neve.
Un piccolo sentiero porta al villaggio, decorato da enormi chesa (”casa” in Romansch, il dialetto locale erede del latino e simile all’italiano), antiche case padronali dalle numerose finestre e dai soffitti altissimi, dove un tempo il capo-famiglia viveva con decine di figli e nipoti. Benvenuti nel cuore dell’Engadina, che non è soltanto piste da sci in alta montagna. Ecco una vacanza alternativa sulla neve, ideale per un fine settimana.
Cavalli e auto d’epoca sul ghiaccio
Ovviamente, Engadina è associato da sempre a St. Moritz. La città svizzera sta all’inverno e alla neve come Capri sta al mare: sinonimo di lusso, eleganza ed esclusività, tra boutique di stilisti, grandi marchi mondiali, gallerie d’arte e alberghi da favola, come il Badrutt Palace (tra i cui proprietari oggi figura anche il finanziere italo-londinese Raffaele Mincione) che assomiglia a un castello delle favole, e vanta suite principesche e una Spa privata, ma il prezzo non è per tutti i portafogli.
Furono gli inglesi a metà dell’800 a «inventare» il turismo invernale e a lanciare la cittadina svizzera. Il leggendario Johannes Badrutt, proprietario dell’albergo medesimo e dell’altra struttura 5 stelle, il Kulm, lanciò una sfida ai suoi ospiti inglesi che erano lì per l’estate: se fossero tornati anche d’inverno, avrebbe mostrato loro splendide e gelide giornate di sole e cielo blu, più i benefici della gelida aria di montagna. In caso di delusione, avrebbe rimborsato il costo: i britannici, avendo le scommesse nel sangue, accettarono e non si pentirono. St. Moritz diventa la prima località di vacanze invernali al mondo.
Dopo un secolo e mezzo, non si scia soltanto: St. Moritz oggi offre una varietà di esperienze e presenta una varietà di culture e attività: questo fine settimana, dal 24 al 26 gennaio, la città ospita il polo su ghiaccio, con giocatori a cavallo che si sfideranno sopra il laghetto cittadino, che d’inverno gela così tanto da sopportare pesi estremi, e che viene trasformato in ippodromo per l’occasione. È la 40esima edizione della coppa del mondo dello Snow Polo che ogni anno si tiene nell’ultimo fine settimana del mese. Poi, a fine febbraio, sarà la volta delle auto d’epoca di The I.C.E.: bolidi del passato gareggiano sulla pista di ghiaccio.









