Weekend

Polo, chef stellati e Nieztsche: mini-guida all’Engadina senza gli sci ai piedi

Come passare una «Settimana Bianca»,, o un fine settimana, sulla neve, tra sentieri sulla neve, slittini, ristoranti sostenibili, gallerie d’arte, filosofi e sauna in laghi ghiacciati

di Simone Filippetti

St. Moritz (Adobestock)

8' min read

8' min read

Il trenino rosso delle Ferrovie Retiche ferma alla stazioncina di La Punt-Chamues: è una piccola casa color crema dal tetto spiovente e dalle travi in legno, con un solo binario. Il viaggiatore che scende alla fermata (solo a richiesta, c’è un pulsante nei vagoni, come negli autobus) di questo piccolo villaggio, tra le Alpi svizzere, al confine con l’Italia, rimane stupito dall’atmosfera fiabesca: il campanile della chiesa che si staglia contro le montagne sullo sfondo, mentre tutto è coperto da un bianco manto di neve.

Un piccolo sentiero porta al villaggio, decorato da enormi chesa (”casa” in Romansch, il dialetto locale erede del latino e simile all’italiano), antiche case padronali dalle numerose finestre e dai soffitti altissimi, dove un tempo il capo-famiglia viveva con decine di figli e nipoti. Benvenuti nel cuore dell’Engadina, che non è soltanto piste da sci in alta montagna. Ecco una vacanza alternativa sulla neve, ideale per un fine settimana.

Loading...

La Svizzera in treno

La minuscola stazione alpina di La Punt-Chamues, villaggio dell’Engadina. Dista 15 minuti di treno, con le Ferrovie Retiche, da St. Moritz.

Cavalli e auto d’epoca sul ghiaccio

Ovviamente, Engadina è associato da sempre a St. Moritz. La città svizzera sta all’inverno e alla neve come Capri sta al mare: sinonimo di lusso, eleganza ed esclusività, tra boutique di stilisti, grandi marchi mondiali, gallerie d’arte e alberghi da favola, come il Badrutt Palace (tra i cui proprietari oggi figura anche il finanziere italo-londinese Raffaele Mincione) che assomiglia a un castello delle favole, e vanta suite principesche e una Spa privata, ma il prezzo non è per tutti i portafogli.

Furono gli inglesi a metà dell’800 a «inventare» il turismo invernale e a lanciare la cittadina svizzera. Il leggendario Johannes Badrutt, proprietario dell’albergo medesimo e dell’altra struttura 5 stelle, il Kulm, lanciò una sfida ai suoi ospiti inglesi che erano lì per l’estate: se fossero tornati anche d’inverno, avrebbe mostrato loro splendide e gelide giornate di sole e cielo blu, più i benefici della gelida aria di montagna. In caso di delusione, avrebbe rimborsato il costo: i britannici, avendo le scommesse nel sangue, accettarono e non si pentirono. St. Moritz diventa la prima località di vacanze invernali al mondo.

Panorama alpino

La valle di St. Moritz vista dall’alto. Il turismo invernale fu “inventato” da Johannes Badrutt alla fine dell’800

Dopo un secolo e mezzo, non si scia soltanto: St. Moritz oggi offre una varietà di esperienze e presenta una varietà di culture e attività: questo fine settimana, dal 24 al 26 gennaio, la città ospita il polo su ghiaccio, con giocatori a cavallo che si sfideranno sopra il laghetto cittadino, che d’inverno gela così tanto da sopportare pesi estremi, e che viene trasformato in ippodromo per l’occasione. È la 40esima edizione della coppa del mondo dello Snow Polo che ogni anno si tiene nell’ultimo fine settimana del mese. Poi, a fine febbraio, sarà la volta delle auto d’epoca di The I.C.E.: bolidi del passato gareggiano sulla pista di ghiaccio.

Dall’Italia Anni ’80 di Kelly al pesce delle nevi fino a Hemingway

Una mattinata senza sci a St. Mortiz parte dal konditorei (pasticceria) Hanselmann, istituzione locale dentro uno storico palazzo del centro: è il posto più chic per fare colazione. I krapfen farciti esposti in vetrina sono da acquolina, mentre la sala da thè sul retro ha una bellissima vista sulle montagna. La pasticceria vende anche souvenir: si segnalano le scatole di cioccolatini con cartoline d’epoca da tenere come ricordo. Per un caffè veloce, meglio il più semplice e minimalista Belmont.

Camminando pochi minuti in direzione del Kulm Hotel, colpisce la vetrina di una galleria d’arte: espone un paio di sci rossi a cui sono attaccati dei tacchi da donna, anch’essi rossi. È il Tony Kelly World, la galleria del fotografo della “Dolcevita”. Dentro all’esposizione, aperta fino al prossimo maggio, spicca una Ferrari TestaRossa. È la protagonista di una celebre foto con modella che scia sopra il tettuccio dell’auto (Off-piste) sulla neve.

Atmosfera da Italia degli Anni ’80

La galleria d’arte Tony Kelly World, in centro a St. Moritz, dove fa bella mostra una Ferrari Testarossa.

Irlandese trapiantato in California, Kelly è molto legato all’Italia: nei suoi scatti si respira l’atmosfera opulenta e divertente degli Anni ’80, come nell’emblematica Paradiso dove un barista scia dal tetto di uno chalet sopra una donna seminuda in pelliccia. Il Belpaese troneggia nei suoi ritratti: dalla tuffatrice su uno yacht a Portofino; a Diretto per Roma, che ritrae un aereo Alitalia che vola capovolto (è un modellino giocattolo); fino alle suore che sciano, esplicita citazione alle suore delle pubblicità di Benetton del compianto Oliviero Toscani.

Per chi preferisce l’arte del passato è d’obbligo una visita al Museo Segantini: il pittore italo-austriaco Giovanni Segantini, allievo dell’Accademia di Brera, è famoso per i suoi grandissimi ritratti di scene alpestri, dai paesaggi di montagna alla vita dei contadini. L’ingresso al centenario museo, inaugurato nel 1908 e costruito nello stile di un’antica chiesa, costa 10 Franchi.

Alternativa alla cultura è una camminata in salita fino a Corviglia, la zona delle piste, sotto al Piz Nair che tocca i 3milaetri. Uscendo dalla città, su una lunga scalinata pedonale, si imbocca il Sentiero di Heidi, dedicato alla celebre bambina delle alpi: è una incantevole passeggiata di circa 1 chilometro nel bosco immacolato di neve, con scorci sulla città, e arriva fino agli impianti.

Il sentiero di Heidi

Dal centro di St. Moritz si possono raggiungere gli impianti di Corviglia camminando lungo un sentiero tra i boschi dedicato alla famosa bambina dei cartoni animanti

L’arrampicata avrà messo fame: il locale più “alla moda” di Corviglia è Langosteria St. Moritz: è la “filiale” sulle nevi (aperta solo d’inverno, in estate si trasferisce a Paraggi in Liguria) del ristorante di Milano, e di proprietà di Remo Ruffini, patron di Moncler. Non a caso, all’interno tutto è improntato ai piumini di lusso, dalle statuine della mascotte sui tavoli, ai gilet che indossano i camerieri. Il locale, guidato dall’italiano Marco Pannacci, ha una piacevolissima veranda vista piste, con pure una zona all’aperto per chi vuole sfidare freddo: a ogni poltrona, le coperte di lana sono anch’esse griffate Moncler. La cucina di pesce e crostacei è quanto di più lontano uno possa immaginare dalle Alpi, ma proprio quello rende Langosteria esclusiva: dal menù, la pappa al pomodoro con vongole veraci e i paccheri al branzino sono i piatti più famosi. Tornando in città dopo il pranzo ittico sulle piste, merita una sosta Wega, libreria-cartoleria con una grossa scelta di oggetti da regalo.

La movida serale sulle nevi inizia al calar del sole: a St. Moritz comincia al Pavarotti Wine Bar, enoteca con cucina italiana, e prosegue al night club Hemingway’s, il ritrovo dei nottambuli con il suo leggendario bar che serve cocktail fino all’alba.

Il lusso discreto dei villaggi

La Punt - Chamues, sulle rive del fiume Inn, è un piccolo villaggio per chi cerca una vacanza tranquilla ma senza rinunciare al lusso.

Cuochi & Architetti britannici

Lo sfarzo di St. Moritz può anche stancare: per un fine settimana tranquillo, per staccare dalle folle cittadine, la silenziosa La Punt-Chamues, a soli di 15 minuti di treno da St. Moritz, è il luogo perfetto. In questo doppio villaggio sulle rive dell’Inn, il fiume che ha dato il nome alla città di Innsbruck in Austria, molti paperoni di Milano e Zurigo hanno le loro seconde case di montagna, perché sono vicini alla vitalità di St. Moritz ma senza rinunciare alla vacanza invernale, grazie a chilometri di tracciati in pianura per passeggiate, corsa e biciclette MTB (anche in versione elettrica). Le montagne a ridosso del villaggio sono costellate di sentieri per ciaspolate: le uscite serali, sotto il cielo stellato, competono con le discese spericolate di Corviglia, quanto a bellezza. Attrezzature a noleggio e guide (consigliate per le camminate serali), con tanto di punch caldo servito ai turisti, si trovano da Colani Sport. La totale assenza di rifugi griffati, di negozi di grido e dello struscio dei vip non vuol dire meno lusso: Krone Saumerei è una “locanda” nel senso tradizionale, ma con un tocco di esclusività a 5 stelle.

Antiche locande

Il Krone Saumerei un’antica stazione di posta, che risale ai primi del ’900: oggi offre cucina stellata e camere con Spa

Il vecchio edificio, una stazione di posta già ai primi del ’900, ora è gestito da James Baron, cuoco e imprenditore britannico approdato tra i monti dell’Engadina, con la moglie tailandese-elvetica Natacha che lo aiuta in cucina, dopo aver gestito il Mandarin Oriental di Hong Kong, il ristorante interno, anch’esso stellato, Amber; ed essere cresciuto alla corte dello chef stellato Jake Watkins (nel 2002 quando ancora la Guida Michelin era uan nicchia), nella cucina del ristorante JSW a Petersfield, piccolo villaggio della campagna inglese dell’Hampshire famoso per aver ospitato Peggy Guggenheim, l’ereditiera americana del Guggenheim Museum.

Da Krone si viaggia nell’Empireo della cucina: il ristorante La Chavallera, un cubo di vetro tra pareti in pino nero locale, serve a un ristretto numero di tavoli, piatti di alta ricerca, che uniscono ingredienti alpini e innovazione. Nel menù fisso, da 4 ,6 o 8 portate (dai 150 ai 220 Franchi, vini esclusi), spiccano ravioli alla pera, caviale di storioni di St Moritz, vitello e manzo locali, quaglie francesi e formaggi rigorosamente svizzeri. Gli antipasti sono una verticale di rape rosse, presentate in tutte le declinazioni culinarie possibili. Le rape, come la maggior parte della verdura, arriva dall’orto del ristorante: viene raccolta in estate e poi conservata per l’inverno. La raffinatezza che trasuda da ogni piatto è valsa a Baron la stella Michelin a soli due mesi dall’apertura. Per palati (e portafogli) meno esigenti, Krone ha anche ristorante alla carta, Stuva, che serva la cucina tipica.

Menù stellati

Il ristorante La Chavallera a La Punt-Chamues è diretto dallo chef stellato James Baron: creazioni tutte a base di rapa rossa, coltivata nell’orto del locale

Al piano di sopra, Krone fa da affittacamere, ognuna con un arredo diverso ma sempre in stile alpino. L’ospitalità è in linea con la cucina: sapone fatto in casa da tagliare per lavarsi al posto della valanga di flaconcini di plastica degli alberghi; spazio bevande comune con Nespresso e una vasta varietà di thè; una mini Spa con sauna, area relax e biciclette da camera. A La Punt-Chamues arriverà anche l’architettura di grido: Lord Norman Foster, l’architetto inglese di fama mondiale, sta progettando l’InnHUB, un luogo futuristico che promette di essere la “terza via” tra l’ufficio e la casa. E’ l’ennesimo segnale del lusso discreto del posto.

Così soggiornò Zarathustra

Per tutto l’anno un piccolo villaggio a sud di St. Moritz attira un flusso di filosofi: sono gli intellettuali che vanno in pellegrinaggio nella casa di Friedrich Nietzsche, il più grande pensatore del ’900. Già in lotta con i disturbi mentali che poi l’avrebbero condotto al manicomio e poi alla morte, il filosofo soggiornò per varie estati, dal 1881 al 1888, in una casa di Sils Maria: nella camera da letto ancora oggi conservata intatta, e pagata con il magro assegno mensile che l’Università di Basilea aveva offerto a Nietzsche pur di liberarsi di lui, fu scritto Also Spracht Zarathustra (Così parlò Zarathustra), uno dei libri fondamentali del pensiero occidentale.

Filosofia in Engadina

A Sils Maria si trova la casa dove Friedrich NIetzsche trascorreva le vacanze estive. Oggi è un museo aperto al pubblico.

La piccola casa-museo (ingresso: 7 Franchi) ripercorre la vita del pensatore con vari documenti originali, inclusi i suoi vari soggiorni in Italia (tra cui il famoso incontro in Vaticano con Lou Salomè, protagonista di una relazione amorosa a tre). C’è anche una piccola libreria, ma i libri in vendita sono quasi tutti in tedesco. Proprio di fronte al museo di Nietzsche c’è una grande area per passeggiate, tutta pianeggiante, punteggiata di panchine da dove la vista sulle Alpi è meravigliosa.

Un autobus che parte dalla piazzetta centrale di St. Moritz arriva direttamente a Sils Maria. A metà strada tra le due località, i più temerari possono anche cimentarsi in una prova estrema, sul lago di Silvaplana: la sauna dentro al lago ghiacciato. Se immergersi in temperature polari è troppo, si può provare lo Snow Kite, versione invernale del kite-surf: si pattina sulla superfice del lago, guidano una vela.

La «Settimana Bianca» è verde

Da nord a sud dell’Engadina, dagli chef stellati alle dimore di filosofi, la «Settimana Bianca» senza sci è vivibile coi mezzi pubblici: e quelli elvetici sono notoriamente efficienti. La Svizzera è da sempre attenta all’ambiente: per esempio proprio il Krone offre di piantare un albero agli ospiti che rinunciano alla pulizia della camera, per ridurre l’uso di detersivi chimici. Dall’Italia del nord, l’Engadina è raggiungibile con l’affascinante Bernina Express (150 chilometri e 4 ore mezzo di viaggio) che parte da Tirano, in Valtellina, raggiunge Diavolezza in cima al ghiacciaio del Bernina e ridiscende poi a St. Moritz.

Da Zurigo, con 2 cambi, è possibile raggiungere l’Engadina in treno direttamente dall’aeroporto: si tagliano tutte le Alpi tra paesaggi da sogno. L’agenzia Travel Switzerland offre ai turisti internazionali pacchetti per viaggi illimitati in treno, autobus e battelli: i prezzi partono da 229 Franchi per un biglietto di seconda classe di tre giorni e include anche lo Swiss Museum Pass, che permette l’ingresso gratuito a 500 musei e mostre.


Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti