Banche

Popolare del Cassinate, per le imprese disponibili risorse fino a 150 milioni

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di Andrea Marini

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Nel Lazio, secondo la First Cisl (Federazione italiana reti dei servizi del terziario) 251mila persone risiedono in Comuni senza sportelli bancari, ben 6mila in più nell’ultimo anno. Sono, invece, 12.500 le imprese laziali in Comuni dove non è presente alcuna banca. Eppure ci sono istituti di credito che vanno in controtendenza. Come la Banca popolare del Cassinate, nata 1955 per contribuire alla ricostruzione del territorio distrutto nel secondo conflitto mondiale. Da allora, un lungo percorso che ha portato la BPC ad avere una rete di 27 filiali, dislocate non solo in provincia di Frosinone, ma anche a Formia, Gaeta e Ponza in provincia di Latina. E ora, l’arrivo a Roma, con la nuova sede inaugurata il 27 gennaio. «Prevediamo certamente l’apertura di altri sportelli, sempre seguendo però il nostro motto: crescere con prudenza», spiega Vincenzo Formisano, presidente della BPC.

Una strategia che per ora si è dimostrata vincente. «Abbiamo un attivo – spiega il presidente – che nel 2023 ha superato gli 1,3 miliardi. Un patrimonio netto di 120 milioni. La raccolta diretta è oltre un miliardo, con un +5%. Anche gli impieghi sono saliti dell’8%, contro un -5% del resto della provincia di Frosinone. L’utile netto è oltre i 12 milioni (5,5 a riserva e 6,5 distribuiti tra i soci) e nel 2024 contiamo di consolidarlo. Nel 2023 abbiamo garantito nuovi finanziamenti alle imprese per 130 milioni. Quest’anno, se le condizioni del tessuto economico e della congiuntura ce lo consentiranno, potremmo arrivare fino a 150 milioni. Abbiamo circa 130 dipendenti e ora cerchiamo 12 giovani laureati in economia da inserire in organico».

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Motivo per cui la banca non prevede di fermarsi con le nuove aperture. «Nei prossimi 3-5 anni – aggiunge Formisano – vogliamo rafforzare la nostra presenza in provincia di Latina. Un territorio in crescita, soprattutto nel comparto turistico, attorno a Formia, Gaeta e le isole pontine. Poi noi siamo al confine con l’Abruzzo, una regione che ha nel turismo montano e marino un punto di forza. Anche qui pensiamo che si possano aprire spazi».

Dietro questa strategia di nuove aperture c’è da una parte la volontà di rispettare la missione delle banche popolari: reinvestire nel territorio di riferimento. Dall’altra, «nel medio-lungo periodo rafforziamo il brand. Inoltre, vogliamo offrire ai nostri clienti operazioni ad alto valore aggiunto, come dare consigli alle imprese che vogliono investire. Per questo serve un contatto diretto», spiega Formisano. Il focus resta sempre sulle piccole e medie imprese e sui professionisti, quelli che restano fuori dal target delle grandi banche.

Ma BPC rafforzerà anche l’innovazione. «Lavoreremo per consolidare la banca digitale. L’investimento sull’innovazione lo facciamo in network con gli altri istituti, per ridurre i costi», conclude.

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