Porsche e la lezione di Ferrari: il lusso anticiclico che piace ai mercati
Il marchio chiave per il prezzo: Porsche partirà con multipli inferiori al Cavallino ma punterà a colmare il gap fino a un 30-40% di sconto
di Monica D'Ascenzo
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I punti chiave
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Il lusso è sempre stato un comparto anticiclico. In questo contesto ancor di più. Fra sale operative e analisti si concorda su come i beni del settore, soprattutto se si tratta di alto di gamma, sono quelli che possono in questo momento rappresentare una scelta difensiva di fronte alle incertezze del mercato.
«Siamo in una situazione di mercato particolare e gli investitori si stanno posizionando sulle cosiddette “quality stocks”, vale a dire su quelle azioni che sono anticicliche e soprattutto che possano mettere al riparo dalle incertezze dovute da una parte al rialzo dei tassi e dall’altra dal pericolo di recessione» commenta Luca Rubini, co managing partner e capo dei sales di Bestinver Securities, che prosegue: «Il rialzo dei tassi solitamente dovrebbe portare dei benefici al comparto bancario, ma in questo contesto un’eventuale recessione potrebbe portare al deterioramento dei crediti. Inoltre per le utilities, altro comparto tradizionalmente difensivo, resta l’incognita della tasse sugli extraprofitti. Nella rotazione dei portafogli, quindi, si cercano le azioni che possono tutelare dalle incertezze e il lusso rappresenta una valida alternativa sia perché i risultati delle società non vengono intaccati da un’eventuale recessione, sia perché c’è visibilità sugli ordinativi, nei casi come le auto di lusso».
Dati e stime del comparto del lusso confermano questo trend a livello economico, a partire dalle semestrali di colossi come Lvmh e Kering. E i riflessi si sono visti anche sui corsi di Borsa: «I titoli del lusso hanno prodotto un significativo rimbalzo dopo i buoni risultati delle semestrali di fine luglio. La forte domanda dei consumatori è sembrata allontanare l’ipotesi di una recessione imminente. Anche il terzo trimestre si preannuncia solido, per quanto vediamo» osserva Luca Solca, managing director e responsabile del settore Luxury goods di Sanford C. Bernstein Schweiz.
L’Ipo Porsche
Il posizionamento fra i brand del lusso a cui ambisce Porsche, quindi, dovrebbe garantire una quotazione in Borsa soddisfacente per la casa madre Volkswagen. L’Ipo dovrebbe portare sul mercato il 12,5% dal capitale sociale per un controvalore di poco superiore ai 10 miliardi e una valorizzazione complessiva di circa 85 miliardi. Con mercati migliori la società avrebbe potuto essere valutata anche 100 miliardi, sottolineano gli esperti, ma la tempistica sembra ormai decisa, con il debutto in Borsa a fine settembre inizio ottobre.
Sul fronte dei multipli il brand tedesco non partirà subito dalla “categoria” lusso, ma l’obiettivo è quello di arrivare in 12-24 mesi a uno sconto rispetto a Ferrari del 30-40%, secondo alcune indiscrezioni. D’altra parte la stessa casa di Maranello in occasione dell’Ipo nel 2015 era stata quotata a multipli sull’Ev/Ebitda di 13 volte il 2016 e 12 volte il 2017, sull'Ev/Ebit 19 e 17 volte. Negli anni poi è arrivata rispettivamente anche a 24 volte e 32 volte.

