L’Ipo

Porsche e la lezione di Ferrari: il lusso anticiclico che piace ai mercati

Il marchio chiave per il prezzo: Porsche partirà con multipli inferiori al Cavallino ma punterà a colmare il gap fino a un 30-40% di sconto

di Monica D'Ascenzo

(REUTERS)

3' min read

3' min read

Il lusso è sempre stato un comparto anticiclico. In questo contesto ancor di più. Fra sale operative e analisti si concorda su come i beni del settore, soprattutto se si tratta di alto di gamma, sono quelli che possono in questo momento rappresentare una scelta difensiva di fronte alle incertezze del mercato.

«Siamo in una situazione di mercato particolare e gli investitori si stanno posizionando sulle cosiddette “quality stocks”, vale a dire su quelle azioni che sono anticicliche e soprattutto che possano mettere al riparo dalle incertezze dovute da una parte al rialzo dei tassi e dall’altra dal pericolo di recessione» commenta Luca Rubini, co managing partner e capo dei sales di Bestinver Securities, che prosegue: «Il rialzo dei tassi solitamente dovrebbe portare dei benefici al comparto bancario, ma in questo contesto un’eventuale recessione potrebbe portare al deterioramento dei crediti. Inoltre per le utilities, altro comparto tradizionalmente difensivo, resta l’incognita della tasse sugli extraprofitti. Nella rotazione dei portafogli, quindi, si cercano le azioni che possono tutelare dalle incertezze e il lusso rappresenta una valida alternativa sia perché i risultati delle società non vengono intaccati da un’eventuale recessione, sia perché c’è visibilità sugli ordinativi, nei casi come le auto di lusso».

Loading...

Dati e stime del comparto del lusso confermano questo trend a livello economico, a partire dalle semestrali di colossi come Lvmh e Kering. E i riflessi si sono visti anche sui corsi di Borsa: «I titoli del lusso hanno prodotto un significativo rimbalzo dopo i buoni risultati delle semestrali di fine luglio. La forte domanda dei consumatori è sembrata allontanare l’ipotesi di una recessione imminente. Anche il terzo trimestre si preannuncia solido, per quanto vediamo» osserva Luca Solca, managing director e responsabile del settore Luxury goods di Sanford C. Bernstein Schweiz.

VERSO LA BORSA

Loading...

L’Ipo Porsche

Il posizionamento fra i brand del lusso a cui ambisce Porsche, quindi, dovrebbe garantire una quotazione in Borsa soddisfacente per la casa madre Volkswagen. L’Ipo dovrebbe portare sul mercato il 12,5% dal capitale sociale per un controvalore di poco superiore ai 10 miliardi e una valorizzazione complessiva di circa 85 miliardi. Con mercati migliori la società avrebbe potuto essere valutata anche 100 miliardi, sottolineano gli esperti, ma la tempistica sembra ormai decisa, con il debutto in Borsa a fine settembre inizio ottobre.

Sul fronte dei multipli il brand tedesco non partirà subito dalla “categoria” lusso, ma l’obiettivo è quello di arrivare in 12-24 mesi a uno sconto rispetto a Ferrari del 30-40%, secondo alcune indiscrezioni. D’altra parte la stessa casa di Maranello in occasione dell’Ipo nel 2015 era stata quotata a multipli sull’Ev/Ebitda di 13 volte il 2016 e 12 volte il 2017, sull'Ev/Ebit 19 e 17 volte. Negli anni poi è arrivata rispettivamente anche a 24 volte e 32 volte.

Le valutazioni

Per quel che riguarda la società tedesca iniziano a circolare alcune valutazioni: «Stimiamo che Porsche venderà circa 300.000 veicoli nel 2022, con un fatturato di 33 miliardi e un Ebit di circa 5 miliardi (+24,5% anno su anno)» scrivono gli analisti di Banca Akros, sottolineando che «ipotizzando che Porsche non abbia debiti, una valutazione di 60-85 miliardi di euro implica un multiplo di 1,8-2,6 volte sulle vendite dell’esercizio 2022 e un multiplo di 10-14 volte sull’Ebit dell’esercizio 2022».

Il confronto

Sul fronte degli ordini le due case automobilistiche hanno parametri differenti: se Ferrari ha una lista d’attesa vicina ai due anni, Porsche ha visibilità solo a un anno. Diversi anche i numeri e il posizionamento di mercato: Maranello produce circa 12mila vetture all’anno e ha una clientela di “affezionati” contato che in media un appassionato del cavallino rampante ha in media tre modelli diversi.

Porsche conta vendite per il 60% nel segmento Suv e per il 13% dell’elettrica Taycan e il restante delle auto iconiche. In occasione del capital markets day di luglio i vertici di Porsche avevano poi ribadito la volonta di spostarsi sempre più sul segmento lusso con l’obiettivo sul lungo termine di migliorare la redditività, raggiungiungendo un utile sulle vendite superiore al 20%. Sul fronte del pay out Porsche ha già annunciato di voler arrivare al 50% nel medio termine, mentre Ferrari ha annunciato a giugno un incremento del pay out dal 30 al 35%.

L’Ipo ora sarà la cartina tornasole del posizionamento che il mercato riconoscerà alla casa di Stoccarda.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti