Auto

Porsche sfida i venti contrari del mercato. Domani il debutto in Borsa

Il Dax di Francoforte ha perso il 21% nell’ultimo anno. Anche se il segmento delle auto sportive «sembra immune agli effetti di recessione e inflazione»

di Alberto Annicchiarico

Aggiornato il 28 settembre 2022, ore 12:08

(AFP)

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È attesa come la più grande Ipo europea da oltre 25 anni: domani 29 settembre Porsche, brand sportivo del gruppo Volkswagen, farà il suo debutto in Borsa, a Francoforte. Con un chiaro riferimento alla iconica Porsche 911, il capitale sociale di Porsche AG è stato diviso in 911 milioni di azioni (455,5 milioni di azioni privilegiate e 455,5 di azioni ordinarie - 50% e 50%), di cui il 12,5% offerto dal 20 settembre sul mercato come azioni privilegiate senza diritto di voto in una fascia di prezzo compresa tra 76,50 e 82,50 euro. Il che si traduce in una valutazione di mercato stimata da Vw tra 70 e 75 miliardi di euro, meno delle aspettative, che a fine 2021 arrivavano a 90 miliardi. Le condizioni di mercato oggi sono peggiori (l’indice Dax di Francoforte è sotto del 21% nell’ultimo anno e anche oggi perde il 2%, scendendo ai minimi dal 2020, sotto i 12mila punti).

Nel terzo trimestre dell’anno i proventi degli accordi Equity capital market (Ecm) in Europa (dalle Ipo agli aumenti di capitale ai private placements) sono scesi dell’82% a 8 miliardi di dollari dai 46 miliardi di dollari dello stesso trimestre dell’anno scorso, rendendolo il peggior trimestre mai registrato. Secondo dati Refinitiv il rallentamento significa che le commissioni bancarie di investimento dagli accordi Ecm europei sono crollate del 77% a 1,14 miliardi di dollari, la cifra più bassa in un decennio.

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Eppure, sostiene il broker XTB, «il segmento delle auto sportive premium sembra essere relativamente immune agli effetti della recessione economica e all’aumento dell’inflazione». In effetti poco dopo il via all’offerta la quota è stata sottoscritta più volte, secondo le banche coinvolte nell’operazione. La raccolta dovrebbe attestarsi tra 8,7 e 9,4 miliardi (da destinare per il 49% a un dividendo speciale e per il rimanente al programma di elettrificazione di Volkswagen). Poche centinaia di milioni meno della grande Ipo di Telekom nel 1996.

Il gioco del controllo

Su quanto Porsche sia di Volkswagen ci sarebbe da discutere. Le azioni ordinarie, con diritto di voto, non saranno quotate e resteranno nelle mani del colosso di Wolfsburg, il che significa che rimarrà l’azionista di controllo. Tuttavia con questa operazione le famiglie azioniste Porsche e Piech, che attraverso il controllo della holding Porsche Automobil SE, già quotata, godono della maggioranza dei diritti di voto (53,3%) in Volkswagen AG, rafforzeranno la presa assicurandosi una minoranza di blocco in Porsche AG. Senza dimenticare che alla guida di Volkswagen, dal 1 settembre, c’è il ceo di Porsche, Oliver Blume. Il peso industriale di Porsche, in compenso, è chiaro: sebbene abbia rappresentato solo il 3,5% di tutte le consegne effettuate da Vw nel 2021, il marchio ha generato il 12% dei ricavi totali dell’azienda e il 26% del suo utile operativo. Porsche ha aumentato le vendite e i profitti da almeno tre anni consecutivi.

Le altre tedesche e la redditività

Tornando alla valutazione attesa dovrebbe essere vicina a quella dell’intero gruppo Volkswagen, pari a 85 miliardi. La casa automobilistica sportiva di Zuffenhausen (Stoccarda) varrebbe però molto di più dei due concorrenti tedeschi del lusso: Mercedes-Benz ha una capitalizzazione di circa 58 miliardi di euro. Bmw si ferma a 47, anche se i due brand premium hanno numeri ben più corposi in termini di fatturato e vendite. Mercedes, ad esempio, ha generato vendite per 71,3 miliardi di euro nella prima metà dell'anno e Bmw 56 miliardi, mentre Porsche si è fermata a 17,9 miliardi di euro (145mila le consegne contro il milione e e 100mila di Bmw). La differenza a favore di Porsche è, nettamente, la redditività: l’Ebit margin di Bmw nel primo semestre di quest’anno è stato dell’8,5% (12% nel 2021) e Mercedes-Benz ha alzato le sue previsioni per l’anno a 11-13% (10,7% nel ’21). Porsche nei primi sei mesi di quest’anno è arrivata al 19,4%, in crescita dal 16% del 2021. Solo Ferrari, può vantare un dato superiore: 25,2%.

Rapporti prezzo/utili a confronto

Una valutazione di Porsche nell’intervallo 65-85 miliardi di euro equivarrebbe - secondo XTB - a un rapporto Ev/Ebitda previsto per il 2023 di 8,5-11,3 e un p/e di 12,6-16,5. Mercedes è valutata a un rapporto Ev/Ebitda previsto per il 2023 di 1,46, Bmw a 6,26 e Ferrari a 18,13.

Porsche ha attualmente sei modelli principali disponibili. Sono 718 e 911, l'elettrica Taycan, la quattro porte Panamera e i Suv Macan e Cayenne. L'azienda ha aumentato le vendite e i profitti da almeno tre anni consecutivi e ha visto una crescita costante della produzione. Nel 2021, Porsche ha consegnato più di 300mila veicoli, un nuovo record per l'azienda, dopo il costante aumento della produzione negli ultimi anni.

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