INTERVISTA A GIANLUCA COMAZZI

«Portiamo avanti i progetti con le adeguate compensazioni»

Assessore al Territorio della Lombardia

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Il 2024 sarà un anno cruciale: gran parte delle vasche di laminazione nell’hinterland milanese saranno pronte, dopo anni di ritardo. Lo garantisce l’assessore al Territorio e Sistemi verdi della Lombardia, Gianluca Comazzi, che sta seguendo l’iter degli investimenti nel campo del rischio idrogeologico. «Il territorio va ascoltato, la capacità di dialogo vince sull’imposizione, ma gli amministratori locali devono smettere di strizzare l’occhiolino ai comitati per il no, è tempo di assumersi responsabilità. Oggi siamo una delle Regioni che investe di più, un miliardo di euro negli ultimi cinque anni».

Spesso però assessore è una questione di tempi, più che di fondi. Perché soprattutto a Milano si è perso così tanto tempo?

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«Tante ragioni. Va detto che il problema c’è da mezzo secolo e noi i lavori li abbiamo iniziati nel 2015, più seriamente. In otto anni abbiamo avuto problemi, prima di tutto i contenziosi per le vasche di Senago e di Bresso, vicende che sono arrivate fino al tribunale delle Acque e poi al Presidente della Repubblica. I sindaci li abbiamo avuti spesso contro, hanno strizzato l’occhiolino ai comitati per il no, preferendo dunque rimandare le decisioni».

Riscontrate ancora oggi questo problema?

«Molto meno, adesso c’è più consapevolezza di fronte al cambiamento climatico, nessuno può più negarlo anche perché sul territorio crea non pochi problemi. Le questioni vanno risolte. Anche perché ormai i progetti sono realizzati nel modo più rispettoso possibile dell’ambiente e del paesaggio, con una pianificazione che cura ogni dettaglio».

Lei ritiene che ad un certo punto la Regione, responsabile della maggior parte dei progetti, debba forzare la mano e imporsi, al di là del consenso del territorio?

«Io non sono mai per l’imposizione, sono contro alle scelte drastiche. Bisogna piuttosto spiegare e rassicurare, perché ormai non c’è niente da temere, e vanno anche proposte le giuste compensazioni ambientali».

Ci parli del nuovo cronoprogramma per quello che riguarda Milano.

«La vasca di Bresso sarà pronta a gennaio 2024, le aree golenali entro febbraio 2024. Per quello che riguarda Senago ci saranno 3 vasche, di cui la prima sarà attiva nell’estate 2024. A Lentate sul Seveso invece i problemi delle interferenze con Rfi e Snam, che prevedono anche lo spostamento di un gasdotto, stanno allungando i tempi. Cercheremo di stringere, tempi chiari non ne abbiamo. A Paderno, dati i costi alti per una bonifica, stiamo intanto mettendo in sicurezza con un intervento alternativo l’area di Cantù e Alzate Brianza, cosa che alleggerirà anche Milano. Diciamo che tra il 2024 e il 2025 cercheremo di chiudere gran parte dei progetti».

Ovviamente la Lombardia non è solo Milano.

«No, infatti cerchiamo di portare avanti anche altri lavori sul territorio. Ricordo i più rilevanti, come le vasche di laminazione nel territorio di Brescia, e nella zona di Lecco per alleggerire il Lambro. Investimenti significativi per la Regione. Di questo miliardo usato per il rischio idrogeologico negli ultimi cinque anni, il 70% delle risorse è regionale. Poi continueremo così, in modo progressivo, delibera dopo delibera».

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