«Portiamo avanti i progetti con le adeguate compensazioni»
Assessore al Territorio della Lombardia
di Sara Monaci
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Il 2024 sarà un anno cruciale: gran parte delle vasche di laminazione nell’hinterland milanese saranno pronte, dopo anni di ritardo. Lo garantisce l’assessore al Territorio e Sistemi verdi della Lombardia, Gianluca Comazzi, che sta seguendo l’iter degli investimenti nel campo del rischio idrogeologico. «Il territorio va ascoltato, la capacità di dialogo vince sull’imposizione, ma gli amministratori locali devono smettere di strizzare l’occhiolino ai comitati per il no, è tempo di assumersi responsabilità. Oggi siamo una delle Regioni che investe di più, un miliardo di euro negli ultimi cinque anni».
Spesso però assessore è una questione di tempi, più che di fondi. Perché soprattutto a Milano si è perso così tanto tempo?
«Tante ragioni. Va detto che il problema c’è da mezzo secolo e noi i lavori li abbiamo iniziati nel 2015, più seriamente. In otto anni abbiamo avuto problemi, prima di tutto i contenziosi per le vasche di Senago e di Bresso, vicende che sono arrivate fino al tribunale delle Acque e poi al Presidente della Repubblica. I sindaci li abbiamo avuti spesso contro, hanno strizzato l’occhiolino ai comitati per il no, preferendo dunque rimandare le decisioni».
Riscontrate ancora oggi questo problema?
«Molto meno, adesso c’è più consapevolezza di fronte al cambiamento climatico, nessuno può più negarlo anche perché sul territorio crea non pochi problemi. Le questioni vanno risolte. Anche perché ormai i progetti sono realizzati nel modo più rispettoso possibile dell’ambiente e del paesaggio, con una pianificazione che cura ogni dettaglio».

