Moda

Prada, stretta per Versace: esclusiva per quattro settimane

La maison al lavoro con Goldman Sachs e Citi per valutare un’offerta. Discussioni con Capri Holdings, attuale azionista del brand della Medusa

Model on the runway at Versace RTW Spring 2025 as part of Milan Ready to Wear Fashion Week on September 20, 2024 in Milan, Italy. Ambiance. (Photo by Aitor Rosás Suñé/WWD via Getty Images)

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Il gruppo Prada prova ad accelerare per l’acquisizione di Versace. Secondo indiscrezioni la società del lusso che fa capo a Miuccia Prada e Patrizio Bertelli e guidata da Andrea Guerra avrebbe fissato quattro settimane di trattative in esclusiva con la multinazionale Capri Holdings, attuale proprietaria del brand della Medusa.

Secondo indiscrezioni, per studiare la possibile offerta su Versace, Prada sarebbe affiancata, nell’operazione, dalle banche americane Goldman Sachs e Citi. Altre banche, anche italiane, potrebbero entrare nell’eventuale consorzio per il finanziamento dell’operazione, se dovesse concretizzarsi. Contattato il gruppo Prada non ha commentato le indiscrezioni.

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Fase cruciale

Le discussioni di Prada, anticipate dal Sole 24 Ore lo scorso 10 gennaio, entrano dunque in una fase cruciale. L’unione potrebbe mettere sotto lo stesso tetto due brand leggendari e potrebbe segnare il ritorno del gruppo Prada all’espansione tramite M&A: secondo indiscrezioni, all’interno della famiglia sarebbe in corso una riflessione per valutare l’impatto di una acquisizione di questo tipo.

Il gruppo Prada è infatti cresciuto negli ultimi anni in maggior misura in modo organico. Nella prima metà degli anni 2000, invece, il gruppo aveva avviato una campagna di acquisizioni, sul modello delle grandi conglomerate del lusso francesi, per poi fermarsi successivamente. Tra le acquisizioni principali del passato ci sono state quelle di Helmut Lang per 40 milioni di dollari, di Jil Sander per 105 milioni di dollari, entrambe poi cedute, e del gruppo Church’s per 170 milioni di dollari.

Dal canto suo, Versace fa capo dal 2018 alla multinazionale Capri Holdings. Da metà dicembre scorso, sono stati sempre più insistenti i rumors secondo cui proprio Capri sarebbe pronta a cedere Versace, assieme a un’altra griffe del suo portafoglio, cioè Jimmy Choo. Da qualche mese Capri Holdings ha affidato un mandato all’investment banking di Barclays per valutare acquirenti.

Il dossier

In questi ultimi mesi il dossier è finito sul tavolo di diversi fondi di private equity, ma anche della Otb dell’imprenditore Renzo Rosso, fondatore di Diesel, e, appunto, di Prada. Un anno fa la stessa operazione era stata presa in considerazione anche dalla holding della famiglia Agnelli-Elkann, cioè Exor, e da Kering.

Uno dei temi sul tavolo resta la possibile valutazione di Versace, in caso di cessione, in una fase congiunturale in cui i multipli delle transazioni nel lusso non sono più ai livelli di qualche anno fa.

Capri Holdings ha acquistato Versace sette anni fa dalla famiglia Versace e dal fondo d’investimento americano Blackstone, mettendo sul piatto circa 1,83 miliardi di euro. Sotto la gestione del gruppo guidato da John D. Idol, il marchio fondato dallo stilista Gianni è cresciuto di dimensioni e ha superato 1,1 miliardi di dollari di fatturato nel 2023. A fermare lo sviluppo è stato però il forte calo del la domanda globale nel lusso nel 2024.

La multinazionale Capri Holdings ha deciso di valutare possibili strade di valorizzazione della griffe italiana, dopo che nel 2024 è andata a monte la fusione tra la stessa Capri (con i propri marchi Michael Kors, Versace e Jimmy Choo) e il gruppo Tapestry (che può annoverare brand come Coach, Kate Spade e Stuart Weitzman).

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