Precipita ultraleggero, pilota delle Frecce tricolori fra le due vittime
Il capitano Alessio Ghersi, 34 anni, era al comando del velivolo precipitato in Val Torre (Fvg). Annullato il tradizionale evento dell’Aeronautica del Primo Maggio
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I punti chiave
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Cordoglio delle istituzioni per la morte di Alessandro Ghersi, pilota 34enne delle Frecce Tricolori, una delle due vittime dell’incidente che ha fatto precipitare un aereo ultraleggero nella Val Torre (Udine). L’incidente si è consumato verso le 18:30 del 29 aprile, quando alcuni testimoni hanno visto il velivolo precipitare avvolto da una nuvola di fumo sprigionatasi dopo una fiammata o una esplosione. L’Aeronautica militare ha annullato il tradizionale evento del Primo maggio a Rivolto (Udine) per l’apertura della stagione acrobatica, mentre si moltiplicano i messaggi di cordoglio di politica e forze armate.
Dall’Accademia alle missioni Nato
Ghersi, capitano dell’ Aeronautica, sposato e padre di due figli piccoli, era assegnato alla Pattuglia acrobatica nazionale sin dal 2018. Nella formazione a dieci velivoli delle Frecce occupava il posto di Pony 5, il secondo gregario alla destra del capo formazione. Dopo aver volato per due stagioni nella posizione di Pony 8, dallo scorso anno era stato spostato nella nuova posizione, che era stata confermata anche per il fitto programma di eventi in calendario nel 2023.
Era entrato in Aeronautica Militare nel 2007 con il corso «Ibis V» dell’Accademia. Dopo le scuole di volo era stato assegnato al Quarto Stormo di Grosseto, dove aveva conseguito la qualifica di pilota combat ready sul velivolo Eurofighter, svolgendo attività di difesa aerea sia in ambito nazionale sia in missioni Nato. E poche settimane fa, ospite del liceo dove aveva studiato a Domodossola, aveva incitato i ragazzi «a seguire con concretezza i propri sogni, sapendo cogliere vittorie e sconfitte, nella consapevolezza che occorre impegno e sacrificio per raggiungere i risultati».
Il velivolo su cui si è schiantato sul Monte Musi, nell’Alta valle del Torre, nel comune di Lusevera (Udine), ad un’altezza di circa 800 metri, era un Pioneer 300 costruito dalla Alpi Aviation di Pordenone. Ghersi e il suo amico erano decollati dall’ aeroporto di Campoformido, dove l’ultraleggero era custodito e costantemente manutenuto in un hangar, attorno alle 18 di ieri. Si tratta di un aereo biposto, di proprietà dell’Aviazione, in uso ai piloti delle Frecce tricolori per voli di diporto.
Aperto fascicolo per disastro aereo e omicidio colposo
I corpi carbonizzati delle due vittime sono stati portati a valle già nel corso della notte, quando è giunta l’autorizzazione del magistrato di turno della Procura di Udine. I rottami - sparsi per decine di metri nel fitto del bosco - sono sotto sequestro: la Procura di Udine ha delegato le indagini ai Carabinieri e aperto un fascicolo a carico di ignoti per disastro aereo e omicidio colposo, posto che dai primi accertamenti sembrerebbe escluso l’errore umano: gli investigatori concordano infatti sul fatto che il Pioneer fosse completamente ingovernabile, dal momento che il capitano aveva una vastissima esperienza e, nonostante questo, non sia riuscito a condurlo a terra.

