Prendiamoci la parità
Il saggio di Paola Profeta esplora gli esiti delle ricerche condotte sull’equità di genere e sulle politiche pubbliche messe in campo per conquistarla: i progressi sono ancora insufficienti
di Eliana Di Caro
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Nella lettura di Parità di genere e politiche pubbliche le sensazioni sono altalenanti: si constata con sollievo che alcune cose appartengono al passato, ma ci si domanda anche come sia possibile che altre non siano state superate.
L’accurato studio sulla condizione delle donne, condotto da Paola Profeta a partire dalle ultime ricerche e dalla loro comparazione, esplora temi come l’occupazione e la maternità, l’istruzione e la politica, l’impatto dei fattori culturali e le ricadute economiche, la sostenibilità e la tecnologia. Una fotografia completa, nella quale il punto di osservazione sull’Italia è costante e sottolineato.
L’autrice, docente di Scienza delle Finanze all’Università Bocconi, s’interroga sul peso delle politiche di genere messe in atto nei Paesi avanzati: quanto cioè il loro impatto sia stato rilevante nel perseguimento della parità. Allo stesso tempo esamina anche l’azione delle politiche pubbliche, la cui importanza è emersa con maggiore evidenza in una fase come quella che viviamo da un anno, poiché gli effetti della pandemia si ripercuotono in modo più severo sulla vita delle donne (si è infatti parlato, osserva Profeta, di She-cession, recessione al femminile provocata dal Covid).
È anche grazie ad efficaci politiche pubbliche - dall’assistenza all’infanzia ai congedi di maternità e paternità, dalle quote di genere alla flessibilità nell’organizzazione del lavoro, fino a specifiche misure fiscali – che si riducono le disparità e si innesca un cambiamento virtuoso. Se e quando questa evoluzione sarà pienamente compiuta, probabilmente le quote non saranno necessarie, ma intanto a chi parla di svilimento della meritocrazia l’autrice ribatte così: «Perché si parla di qualità delle donne se la qualità degli uomini non è mai stata un problema? Inoltre, dato che ci sono molte donne altamente qualificate, perché la promozione delle donne dovrebbe ridurre la qualità?».
Il libro illustra - sempre partendo dai dati - alcune caratteristiche tipicamente femminili: nella sfera imprenditoriale e finanziaria si riscontrano la scarsa propensione al rischio, la minor inclinazione alla competizione, l’attitudine a creare relazioni con entrambi i sessi, un orizzonte temporale a lungo termine; in ambito politico emergono una maggiore apertura delle donne rispetto al tema dell’immigrazione, una più spiccata sensibilità per le questioni ambientali. Al tempo stesso, da elettrici, non necessariamente prediligono le candidate e sono più ricettive nei confronti di chi conduce una campagna positiva.

