Primati e maglie nere Regione per Regione
Dalla Sardegna, «unica» per divario di posizionamento delle province, al Trentino-Alto Adige dove in coda c’è è Bolzano, al 12mo posto nella classifica generale
di Giacomo Bagnasco
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C’è anche la possibilità di “costruire” tanti campionati regionali, nell'ambito dell’Indice di sportività. Preso atto che le distanze tra Centro-Nord e Sud rimangono immutate quando addirittura non si dilatano, è interessante assegnare anche primati (e maglie nere) all'interno delle singole regioni per riscontrare differenze che sono comunque significative.
Nella tabella che elenca la migliore e la peggiore nel 2018 e nel 2019 si nota intanto che c'è molta più mobilità nell'assegnazione dei primi posti. Infatti la capofila regionale cambia in nove casi su 19, mentre le maglie nere hanno una nuova padrona solo in tre casi (Lodi 67ª in Lombardia, Ferrara 50ª in Emilia Romagna e Cosenza 101ª in Calabria, rispettivamente al posto di Mantova 74ª, Forlì-Cesena 47ª e Vibo Valentia, a sua volta 101ª).
Tra le “subentranti” al vertice l'exploit più consistente si registra in Veneto, con Treviso al quarto posto che rileva Padova, 16ª un anno prima. Ci sono miglioramenti anche in Lombardia, visto che si passa dal decimo posto di Lecco al quinto di Cremona, e in Calabria, con Catanzaro 82ª che sostituisce Crotone 86ª.
In altre sei situazioni, invece, la capoclassifica ha una posizione peggiore della provincia da cui eredita il primato: il discorso vale per Novara (17ª a fronte di Torino 11ª un anno fa), Firenze (ottava mentre Livorno era quarta), Teramo (53ª, con Pescara 41ª nel 2019), Napoli (76ª e indietro rispetto al 71° posto di Benevento), Brindisi (69ª, contro Bari 67ª) e Ragusa (68ª, contro Messina 64ª). Nelle rispettive regioni mantengono la supremazia in dieci: cinque (la “campionessa” Trento, Genova, Macerata, Perugia e Roma) fanno meglio del 2018, altre cinque (Trieste, Rimini, Isernia, Matera e Cagliari) si impongono ma sono in calo.


