Oltre l’emergenza

Vaccino, slitta al 2022 il target del 90% di popolazione raggiunta

Prime dosi dimezzate nell’ultima settimana: secondo le elaborazioni di Lab24, si passa da 333mila somministrazioni a quota 168mila vaccinati

di Andrea Gagliardi

Vaccini, Cartabellotta: 90% a fine anno? No con questi numeri

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Nonostante l’obbligo del Green pass nei luoghi di lavoro, negli ultimi sette giorni in Italia il dato sui nuovi vaccinati è crollato del 50%, con appena una media di poco più di 20 mila prime somministrazioni al giorno. In base ai dati Lab24 siamo passati dalle 333mila (il calcolo è: prime dosi + monodose + soggetti con pregressa infezione da Covid-19 che concludono il ciclo vaccinale con un’unica dose) del periodo 15-21 ottobre alle 168mila della settimana 22-28 ottobre.

Target 90% vaccinati slittato al 2022

Un elemento che conferma la difficoltà a convincere gli scettici e che influirà sul raggiungimento di quel tanto agognato 90%, obiettivo dichiarato dallo stesso commissario per l’emergenza Covid, Francesco Figliuolo. Sono necessari infatti altri due milioni di prime dosi. Al ritmo attuale servirebbero circa tre mesi. Significa target raggiungibile agli inizi di febbraio 2022.

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Contagi in aumento

Sono ancora 2,7 milioni gli over 50 che non sono ancora vaccinati e che, più di altri - come spiega la Fondazione Gimbe - «sono ad elevato rischio di ospedalizzazione e decesso». Del resto i dati dell’ultimo monitoraggio dell’Iss confermano un aumento significativo dei contagi. L’incidenza a livello nazionale è passata in una settimana da 34 a 46 nuovi casi ogni 100mila abitanti. Nella settimana dal 20 al 26 ottobre, evidenzia il nuovo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, si registra «un netto aumento dei nuovi casi settimanali di Covid-19», passati da 17.870 a 25.585, pari al + 43,2%. Anche se la crescita «potrebbe in parte essere legata all’incremento dei tamponi totali» per il Green pass, ad indicare «una maggior circolazione del virus» sono anche i ricoveri, aumentati del 7,5% rispetto alla settimana precedente, e il tasso di positività ai tamponi molecolari. Si registra infatti un incremento del rapporto positivi/tamponi molecolari: dal 2,4% del 19 ottobre al 3,5% del 26 ottobre.

Speranza: numeri in crescita, serve cautela

«I numeri della pandemia in Italia sono in crescita, anche se la situazione è migliore rispetto ad altri Paesi europei. È necessaria cautela e prudenza, e mantenere misure di precauzione quali l’uso delle mascherine» ha detto non a caso il ministro della Salute Roberto Speranza.

Segnali di crescita anche sul fronte ricoveri

Le prime ripercussioni si cominciano a vedere del resto anche sui ricoveri ospedalieri, con il tasso di occupazione dei posti letto salito al 5% (ancora lontano però dalla soglia critica del 15%). Nessun allarme, ma attenta osservazione, come ha spiegato anche Walter Ricciardi, professore di Igiene dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e consigliere scientifico del ministero della Salute. «Certamente - ha detto - ci sarà un aumento dei casi tra l’autunno e l’inverno, ma non sarà drammatico, sarà gestibile: soprattutto ci approcceremo alla terza dose, come stiamo facendo, per i più fragili».

Terza dose da accelerare

E proprio la terza dose “booster” è uno dei temi caldi nel secondo autunno di pandemia. Sono quasi 1,2 milioni gli italiani che ne hanno ricevuto la somministrazione. Si tratta dei cosiddetti “fragili” e over 80, ma ci si attende a breve un’accelerazione per estendere la platea e coinvolgere anche le altre categorie, come lavoratori scolastici, over 60 e, entro l’anno, i cinquantenni. Ad oggi ha ricevuto la terza dose anche il 13% di medici, infermieri e operatori in servizio negli ospedali e nelle strutture sanitarie. Si tratta, come ha spiegato la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, di 170 mila lavoratori tra i 20 e i 60 anni.

Il caso Johnson&Johnson

Un caso particolare è rappresentato da chi ha ricevuto come prima e unica dose Johnson&Johnson, cioè quasi un milione e mezzo di italiani. Saranno loro “la priorità”, secondo quanto detto dal sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. «Le indicazioni - ha sottolineato - saranno date a breve in maniera chiara ed esaustiva». Bisogna, infatti, ancora attendere la decisione dell’Aifa sulla richiesta del ministero della Salute sia per il via libera al richiamo dopo tre mesi dalla prima dose sia ad utilizzare - così come avviene negli Stati Uniti - un vaccino diverso come booster.

Coronavirus, per saperne di più

Le mappe in tempo reale

L’andamento della pandemia e la campagna di vaccinazioni sono mostrati in tre mappe a cura di Lab24. Nella mappa del Coronavirus i dati da marzo 2020 provincia per provincia. In quelle dei vaccini l’andamento in tempo reale delle campagne di somministrazione in Italia e nel mondo.
Le mappe: Coronavirus - Vaccini - Vaccini nel mondo

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