Procedura per disavanzo eccessivo, tre precedenti per l’Italia: 2005, 2009 e novembre 2018
di Andrea Carli
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Il conto alla rovescia verso l’8 luglio, quando l’Ecofin si riunirà per decidere se avviare nei confronti dell’Italia una procedura per disavanzo eccessivo causato dal mancato rispetto della regola del debito, è iniziato.
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La procedura per disavanzi eccessivi è prevista dall'articolo 126 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Non è la prima volta che l’Italia è in prima fila.
Il precedente del giugno 2005
Nel giugno del 2005, governo Berlusconi III, la Commissione europea apre una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per lo sforamento eccessivo del rapporto debito/pil.
«Oggi la commissione europea - si legge in un comunicato dell’esecutivo di Bruxelles pubblicato quel giorno - ha adottato una relazione in applicazione dell’articolo 104, paragrafo 3 del Trattato Ue, nella quale constata che il disavanzo di bilancio dell’Italia ha superato, seppur lievemente, la soglia del 3% del Pil nel 2003 e nel 2004 e, secondo le previsioni, si manterrà al di sopra di tale livello anche nel 2005 e successivamente, nell’ipotesi di politiche invariate». Ne uscirà dopo tre anni, quando il Consiglio Ecofin, riunito a Lussemburgo il 3 giugno del 2008, seguirà la raccomandazione della Commissione europea e deciderà di chiudere la procedura. «Il disavanzo eccessivo dell’Italia è stato corretto - si legge in una nota pubblicata al termine dell’incontro - e la procedura deve essere quindi abrogata».
