Procuratore speciale: «Trump ha commesso crimini nel 2020 per restare al potere»
Il procuratore speciale presenta nuove prove e accuse contro Trump per il tentativo di interferire nelle elezioni del 2020
3' min read
3' min read
Il procuratore speciale Jack Smith, in un fascicolo di 165 pagine, ha presentato una serie di nuove prove e accuse contro Donald Trump per il tentativo di interferire nel risultato delle elezioni del 2020, sfociato nell’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021. Smith, alla luce della decisione della Corte Suprema che ha assegnato agli ex presidenti una sostanziale immunità per gli atti compiuti durante il loro mandato, nel nuovo atto d’accusa reso pubblico mercoledì afferma che quello di Trump fu un «atto criminale privato».
Donald Trump «ha usato l’inganno per prendere di mira ogni fase del processo elettorale», si legge nei documenti presentati dal procuratore speciale Smith. Trump è «ricorso a crimini» nel tentativo di restare al potere dopo aver perso le elezioni del 2020, si legge nei documenti, nei quali si precisa che il tycoon e altre persone con lui hanno «lanciato una serie di disperati piani per capovolgere i legittimi risultati elettorali».
Donald Trump avrebbe preparato il terreno per tentare di ribaltare i risultati delle elezioni del 2020 anche prima di perderle, promuovendo consapevolmente false affermazioni di frode elettorale e ricorrendo a mezzi illegali nel suo fallito tentativo di mantenere il potere. Questo è quanto emerge dai nuovi documenti.
Sebbene le indagini del Congresso e l’incriminazione stessa abbiano già messo in luce i tentativi di Trump di ribaltare le elezioni, il documento rivela nuovi dettagli forniti dai collaboratori più vicini a Trump, che dipingono un quadro di un presidente “sempre più disperato” che, pur perdendo il controllo della Casa Bianca, avrebbe usato l’inganno per influenzare ogni fase del processo elettorale.
“Allora, e con ciò?” avrebbe detto Trump a un collaboratore dopo essere stato informato che il vicepresidente Mike Pence era stato evacuato in un luogo sicuro, mentre una folla di suoi sostenitori violenti aveva preso d’assalto il Campidoglio il 6 gennaio 2021 per impedire la certificazione dei voti elettorali.

