progetto finanziario per evitare intoppi
di Bruno Barel
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Gli incentivi fiscali alla ripresa dell’edilizia rappresentano una straordinaria opportunità per tutti. Per i privati, che finalmente possono riqualificare un patrimonio immobiliare per lo più datato e oneroso nella gestione; per le imprese del settore sopravvissute alla lunga crisi, che vedono la concreta possibilità di aprire cantieri dovunque nel territorio; per i professionisti, provati anch’essi dalla penuria di clienti; per l’intera comunità, perché la ripartenza dell’edilizia trascina con sé molti altri settori economici , genera molti posti di lavoro diretti e indiretti e può migliorare la qualità complessiva del tessuto edilizio e del paesaggio urbano.
La recente manovra del Governo rafforza e dà visibilità massima ad un insieme di misure che in realtà si stanno accavallando da quasi una decina d’anni. Tuttavia, ognuna di esse è stata pensata e scritta senza un chiaro coordinamento con quelle precedenti, così che ciascuna ha presupposti, beneficiari, limiti, importi, durata differenti.
Inoltre, si tratta di misure fiscali che hanno sottovalutato la necessità di un raccordo stretto con la normativa edilizia e che collegano i benefici a tipi di intervento che non corrispondono a quelli generalmente utilizzati a livello edilizio.
Il rischio di sbagliare è elevato e la resa dei conti è differita al momento in cui l’Agenzia delle Entrate verificherà se una determinata detrazione di imposta spettasse davvero a chi se ne è avvalso. La previsione che il credito di imposta possa essere ceduto all’impresa appaltatrice in conto prezzo o ceduto a istituti di credito non sposta il rischio, essendo prevedibile che tutti questi operatori finanziari ribaltino su qualcun altro la garanzia della bontà del credito.
Per monitorare e ridurre questo rischio ci sono due vie. La prima sta nella capacità del corpo professionale di fornire un servizio interdisciplinare integrato, che crei accanto al progetto edilizio un progetto finanziario dell’operazione, coordinati l’uno con l'altro: sia nel senso di individuare il mix di incentivi più appropriato nel caso specifico, sia nel senso di articolare la progettazione e la contabilizzazione in modo tale che sia precostituita prova rigorosa delle spese sostenute con riferimento specifico a ciascun intervento assistito da incentivo specifico. La seconda strada sta nell’avvio di un dialogo tempestivo e trasparente con la Direzione dell’Agenzia delle Entrate, per condividere tempestivamente linee guida sui problemi interpretativi che stanno già sorgendo a migliaia nella prassi; senza escludere all’occorrenza un intervento del legislatore per ordinare e coordinare i frammenti normativi dispersi in un quadro d’insieme. Occorre dare certezze al mercato, per indurre i privati a rompere ogni indugio e investire i loro risparmi cogliendo un’occasione unica e forse irripetibile, e per evitare una futura conflittualità aspra e diffusa fra chi ha fatto affidamento sulle misure statali incentivanti e l'Amministrazione finanziaria, ma anche fra privati, professionisti e imprese.

