imprese propense all’innovazione. Le analisi condotte sul campo mostrano l’importanza di politiche dirette non solo a rimuovere o ridurre le barriere all’entrata sui mercati ma anche di
quelle dirette a facilitare la ricollocazione delle risorse verso settori tecnologicamente più sviluppati. Non solo. Ma contano anche le politiche di regolamentazione del mercato del lavoro.
Ciò nel caso, frequente, in cui queste ultime facciano aumentare i costi burocratici all’aumentare della dimensione d’impresa che, a sua volta, è spesso associata con l’ingresso in un’attività innovativa in cui prevalgano tecnologia e automazione.
Il Pnrr diversamente da quanto avveniva nel progetto del precedente Governo, molto opportunamente, richiama il ruolo della concorrenza rispetto allo sviluppo. È una novità importante, anche se le linee d’intervento sono soltanto enunciate lungo le linee diquelle indicate
dall’Autorità competente. Le scelte concrete saranno fatte attraverso appositi provvedimenti
legislativi che si occuperanno di concorrenza nello sviluppo delle reti di telecomunicazione, delle reti dell’energia elettrica nonché del regime di
concessione e dell’efficienza della gestione dei porti. Ma è importante che esse si concentrino laddove esistono barriere all’entrata.
È da come saranno definiti gli interventi, per ora solo previsti, che si potrà giudicare se verranno messi in moto processi virtuosi d’innovazione
nel settore delle concessioni per la generazione di energia idroelettrica, nelle gare per le concessioni di distribuzione del gas naturale con il
rafforzamento delle gare per le concessioni autostradali e il completamento della liberalizzazione della vendita dell’energia elettrica, in particolare per il rifornimento delle auto elettriche.
Ed è solo così che potrà avvenire quel salto in avanti della produttività totale che è condizione indispensabile per la crescita della nostra
economia.
È fuor di dubbio - e molto opportunamente il Pnrr lo sottolinea - che tanto più si incoraggia la concorrenza, tanto più occorre rafforzare la protezione sociale. Non va perciò sottaciuto che ci troveremo di fronte ad una stagione di confronto sociale rispetto alla quale è importante che
emergano atteggiamente cooperativi, la volontà di portare avanti adeguate politiche attive del lavoro e di non lasciare indietro nessuno.
Ci deve essere peraltro, sullo sfondo, la convinzione che l’aumento dell’innovazione non determina di per sé aumento delle disuguaglianze. È vero semmai il contrario perché è l’insufficienza dell’attività di innovazione che tende a deprimere lo sviluppo e con esso le opportunità individuali.