«Pronti con la smart road nel 2026, per nuovi partner parliamo con Tim, Vodafone, Stellantis»
Parla il direttore generale di Autostrada Pedemontana Lombarda, Sabato Fusco
di Simona Rossitto
I punti chiave
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(il Sole 24 Ore Radiocor) - Per poter sviluppare le smart road servono «standard comuni» che vanno utilizzati dagli operatori e dalle case automobilistiche. L'obiettivo fondamentale è, infatti, avere la standardizzazione e decidere dove si vuole arrivare con questo tipo di progetti tecnologici». A fare il punto è Sabato Fusco, direttore generale di Autostrada Pedemontana Lombarda, società che ha in corso un progetto di smart road che sarà ultimato entro il 2026. Al momento Pedemontana, dice Fusco a DigitEconomy.24 (report del Sole 24 Ore Radiocor e di Digit'Ed, gruppo attivo nella formazione e nel digital learning) sta parlando con vari altri partner per ampliare il progetto, come dal punto di vista tecnologico Tim e Vodafone e, sul fronte automotive, con vari gruppi tra cui Stellantis.
«Ci vuole regia per coordinare i vari gestori»
«La smart road viene definita così da un decreto del 2018 che si basava su un embrione di quello che sarebbe dovuta essere la vera e propria smart road. Va sotto questo capitolo il comparto tecnologico che vuole far evolvere il concetto di strada e autostrada. Gli obiettivi principali del progetto sono una maggiore sicurezza e sostenibilità ambientale. C'è poi una serie di driver che viene declinata in maniera abbastanza sciolta, disordinata. I vari gestori hanno, quindi, probabilmente bisogno di essere più coordinati. Ci vorrebbe una regia».Il perno della smart road, prosegue Fusco, «è la connessione tra veicolo e infrastruttura: la strada deve dialogare direttamente con l'auto al fine di dare informazioni più tempestive rispetto a quelle che riusciamo a dare oggi. Bisogna fare in modo che automobilisti e camionisti possano avere, cioè, gli elementi necessari per prendere le decisioni in tempo utile». Il futuro della connessione tra veicolo e infrastruttura, passando attraverso varie fasi di guida assistita, potrebbe cioè prevedere, in caso di necessità, l'intervento sul veicolo. Per fare un esempio, in caso di una forte nevicata o di improvviso pericolo, può partire dalla strada un input per governare il veicolo e portarlo fuori dalla situazione rischiosa. «Ciò vuol dire maggior sicurezza e sostenibilità in senso ampio», spiega Fusco.
«Attrezzeremo le zone limitrofe con pannelli per la produzione di energia elettrica»
Pedemontana porterà avanti questo tipo di sistemi nella tratta autostradale che sta costruendo: «avremo bisogno di collaborazione da parte degli sviluppatori di autoveicoli, saranno progetti che porteremo avanti d'intesa con altri operatori, in modo da arrivare a un sistema standardizzato e replicabile su tutte le autostrade, italiane ed europee, non è pensabile che ognuno sviluppi il suo pezzettino di autostrada con tecnologie diverse». Sul fronte della sostenibilità, «noi attrezzeremo le zone limitrofe all'autostrada con pannelli per la produzione di energia elettrica, anche da mettere a disposizione a prezzo calmierato per quelle aree che attraversiamo come rete autostradale».
«Ruolo della Ue determinante per arrivare a standard condivisi»
Quanto alla tempistica, «prevediamo di concludere la realizzazione della rete infrastrutturale, parallela alla costruzione dell'autostrada, entro il 2026 quando prevediamo di inaugurare una strada che avrà l'infrastrutturazione necessaria per la smart road. Dobbiamo, infatti, approntare tutta la dotazione tecnologica necessaria per la connessione veicolo-infrastruttura. Serve, quindi, una rete di trasmissione dati ad altissima velocità, con 5G, e antenne dedicate alla connessione con i veicoli. La rete è una dotazione che sarà assimilabile alla barriera di sicurezza nei tratti di autostrade. Sarà un elemento ugualmente essenziale». La rete così costruita potrà essere pronta, in caso di futuri sviluppi, anche per la guida assistita o autonoma. «La smart road sarà pronta anche per la guida autonoma, ovviamente con standard definiti in ambito ministeriale ed europeo». E' proprio per questo che Pedemontana chiede fin da subito standard europei: «senza standardizzazione si può fare solo sperimentazione. Il ruolo della Ue è quindi determinante e fondamentale per arrivare a standard condivisi. Degli standard di comunicazione tra veicolo e infrastruttura, che stiamo arriveranno nel giro di un anno, ne dovranno tener conto sia i gestori della rete sia i produttori di auto».


