Pronto il telescopio che sostituisce Hubble: osserverà i misteri dell’Universo
Costato 10 miliardi di dollari e in ritardo di 14 anni, il Jwst parte giovedì per posizionarsi a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra
di Leopoldo Benacchio
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È pronto a partire il telescopio spaziale più grande, più sofisticato, più costoso, più criticato per il suo ritardo: il James Webb Space Telescope, Jwst, in qualche modo il successore dell'amatissimo Hubble Space Telescope, è in rampa di lancio a Kourou dove dovrebbe accendere i motori giovedì 18 novembre.
È un gioiello assoluto di tecnologia sviluppata ad hoc, ma anche di intelligenza e protervia nel volerlo portare a termine. Pensato nel 1996 subito dopo Hubble , doveva partire nel 2007 - 14 anni di ritardo non sono proprio pochi - e inizialmente doveva costare molto meno dei quasi 10 miliardi spesi ad oggi.
Il maggior costo è per Nasa, ma anche l'Europa, con Esa, ha partecipato con ben 700 milioni, che però spalmati su 20 anni fanno una cifra molto meno impressionante.
Quanto alle polemiche il telescopio doveva chiamarsi inizialmente New Generation Space Telescope e fu in un secondo momento dedicato al direttore della Nasa che portò gli Usa, e tutta l'umanità, sulla Luna. Ma anche questo non sfuggì al crescente maccartismo che vige negli Stati Uniti e venne contestato il fatto che James Webb fosse in odor di razzismo.
Una commissione indipendente istituita da Nasa scartò l'accusa e quindi oggi possiamo chiamarlo così.



