Protocollo della legalità per la logistica a rilento: dopo 6 mesi banche dati ancora inutilizzabili
Pochi ancora i dati inseriti nella piattaforma relativi alle posizioni contrattuali, organizzative, fiscali e contributive delle aziende
di Sara Monaci
4' min read
4' min read
Comincia a dare i primi - timidi - risultati l’accordo sulla legalità nel mondo della logistica milanese sottoscritto a luglio da prefettura di Milano, Regione Lombardia, Città metropolitana di Milano, associazioni datoriali più rappresentative della filiera logistica-trasporti-distribuzione, principali sigle sindacali e Politecnico di Milano (e aperto ad altre adesioni, come viene sottolineato nello stesso documento). Ma sono ancora troppo pochi per avere una reale efficacia: la banca dati viene alimentata con molta lentezza, e al momento non è ancora nei fatti utilizzabile.
La scarsa partecipazione
Finora il mondo cooperativo ha fornito meno di 90 profili di società, con tutti i dati tecnici necessari, di cui circa 80 messi a disposizione dal mondo delle associate a Lega Coop. Troppo pochi, visto che per avere una qualche utilità bisognerebbe arrivare a “schedare” almeno 500 realtà, considerando che sul territorio milanese ce ne sono un migliaio.
Inoltre c’è anche un problema tecnico: la piattaforma del Politecnico di Milano è in questo momento ferma, come emerso nell’ultimo incontro di metà gennaio. Deve essere implementata, o comunque in questo momento non è in grado di elaborare il materiale.
Il settore della logistica è centrale nell’economia italiana e la Lombardia è al primo posto tra le regioni d’elezione del settore, con un indotto di 35 miliardi di euro (2% del Pil del Paese), 28.718 imprese, 232.375 addetti e 400 milioni di merci movimentate. Si tratta di un settore importante quanto scivoloso: tante le inchieste che hanno messo a nudo un contestesto caratterizzato da frequenti episodi di evasioen fiscale e caporalato.



