La parola al gestore: Fidelity

«Puntiamo sui bond del settore finanziario europeo»

«Le norme più severe dopo la crisi finanziaria mondiale impongono alle banche di dotarsi di ingenti riserve. Siamo esposti anche sugli emergenti»

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Bene le banche europee e occasioni interessanti sugli emergenti, oggi più solidi. Sono due delle indicazioni fornite da James Durance, gestore del fondo Fidelity Funds - Global Income Fund.

L ’evoluzione del quadro geopolitico e commerciale le posizioni dell’amministrazione americana sui dazi e sul conflitto in Ucraina hanno modificato gli equilibri. In che modo questa situazione impatterà sui mercati obbligazionari?

Nel 2024, la solidità dei mercati del lavoro Usa e la stabilità dei consumi interni hanno spinto gli spread del credito americano a restringersi, mentre view meno ottimistiche sulle prospettive di crescita europee e i timori legati alla guerra tra Russia e Ucraina hanno allargato gli spread del credito europeo. Tuttavia, le recenti preoccupazioni per la crescita degli Stati Uniti e i cambiamenti nella politica fiscale europea hanno invertito questa tendenza. I Bund hanno ceduto e i Treasury sono saliti grazie all’aumento delle aspettative di crescita europea e al persistere dell’incertezza sulla politica statunitense. Il credito europeo sta registrando un aumento degli afflussi, fornendo un contesto tecnico favorevole alla sovraperformance.

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Si aspetta uno stop nell’allentamento dei tassi da parte della Fed?

Il mercato sta prezzando tre tagli dei tassi da parte della Fed nel 2025 e si aspetta continuerà per i prossimi due anni, ma a ritmo più lento. Siamo d’accordo con le previsioni del mercato e riteniamo inoltre che sia aumentata la probabilità di una stagflazione, che metterebbe in difficoltà la Fed. Dazi più elevati incidono sulle catene di approvvigionamento e fanno sì che le aziende riducano le spese di investimento. Con politiche di immigrazione più rigide, ciò potrebbe ridurre il potenziale di crescita e contribuire al rimanere dell’inflazione, con conseguente stagflazione.

LE CEDOLE DEI TITOLI HIGH YIELD E INVESTMENT GRADE

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E quali saranno le ripercussioni sui bond europei?

L’aumento delle aspettative di crescita europea fa sì che il mercato preveda due tagli della Bce nel 2025. Dopo gli annunci di spesa per la difesa della Germania, i rendimenti dei Bund hanno registrato il maggior incremento giornaliero dalla riunificazione tedesca nel 1990. Di conseguenza, i Treasury Usa hanno sovraperformato i Bund. L’ampiezza di questo spostamento verso l’alto dei rendimenti obbligazionari potrebbe ricordare la crisi della Silicon Valley Bank nel 2023, quando il persistente aumento dei rendimenti dei Treasury causò perdite significative a diverse banche regionali statunitensi. Ma ora lo scenario è diverso: le banche europee detengono molto meno rischio di tasso d’interesse nei loro bilanci e detengono il rischio del credito sovrano del Paese in cui operano piuttosto che il rischio di tasso, infine il Qe ha fatto sì che le banche abbiano diversificato le attività liquide dai titoli di Stato.

Come avete rivisto la vostra esposizione sul comparto obbligazionario?

Negli ultimi 18 mesi abbiamo avuto un’esposizione maggiore al credito europeo rispetto a quello Usa, grazie alle migliori valutazioni. Tuttavia, mentre gli spread europei continuano a restringersi, quelli statunitensi hanno registrato un certo allargamento: abbiamo quindi iniziato a spostarci dal credito europeo a quello Usa Abbiamo anche ridotto leggermente la duration degli Stati Uniti, vista la recente sovraperformance.

LE EMISSIONI

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Meglio il mondo corporate o quello dei governativi?

La maggior parte della nostra esposizione al reddito fisso è sul debito corporate. Assumiamo esposizioni tattiche al debito pubblico solo dove riteniamo che vi siano opportunità. Il debito societario offre rendimenti elevati e cedole interessanti, che garantiscono una fonte di rendimento prevedibile e stabile.

Dove state puntando di più?

Sul settore finanziario europeo: le normative più severe successive alla crisi finanziaria mondiale impongono alle banche europee di dotarsi di ingenti riserve. Ciò conferisce loro strutture patrimoniali più profonde, consentendoci di detenere debito subordinato che aggiunge rendimento e genera un reddito più elevato, pur mantenendo una buona qualità del credito. Le banche europee sono inoltre meno dipendenti dalle correnti commerciali e macroeconomiche.

In termini di aree geografiche?

Abbiamo aumentato l’allocazione sugli Emergenti, da livelli precedentemente molto bassi, grazie alle valutazioni interessanti e alla diversificazione. Questi Paesi hanno intrapreso importanti riforme fiscali e misure di austerità. Nel 2024 gli upgrade dei rating hanno superato i downgrade e non si sono verificati default sovrani.

IL CONFRONTO

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Le incognite che teme di più?

I titoli sovrani potrebbero trovarsi di fronte a un percorso difficile, dato che i governi dei mercati sviluppati ed emergenti stanno aumentando la spesa fiscale. La Germania si è impegnata a spendere 500 miliardi di euro in infrastrutture nei prossimi 10 anni e ad aumentare la spesa per la difesa. L’Ue sta pianificando di esentare la spesa per la difesa dai suoi regolamenti sui deficit fiscali. Questo aumento degli obblighi fiscali ha tenuto sotto pressione i rendimenti obbligazionari, complicando le prospettive dei titoli sovrani.

Le emissioni che ritiene più interessanti?

È interessante il segmento del mercato del credito che si trova a metà tra le obbligazioni investment grade e high yield. In questo spazio ci piace Barry Callebaut (Bary), un’azienda belga che è il più grande produttore di cioccolato al mondo. Pur essendo un emittente investment grade, tratta con uno spread più vicino agli high yield. In un contesto di mercato che si è rivelato difficile per le obbligazioni di nuova emissione, l’elevata domanda di titoli ad alto beta come questi ha fornito un vento tecnico favorevole all’emittente.

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