Gnl, il Qatar lancia il progetto dei record. Opportunità per Eni e Saipem
È ufficialmente partito lo sviluppo del North Field, con cui Doha intende riaffermare la supremazia sul mercato del gas liquefatto. Nella prima fase di investimento, da quasi 30 miliardi, Technip si è aggiudica la commessa più importante. Ma Saipem non è fuori dai giochi. Ed Eni potrebbe entrare come partner
di Sissi Bellomo
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Il Covid è costato un anno di ritardo sulla tabella di marcia, ma il Qatar ora ha ingranato la quarta dando via libera al più grande progetto per il Gas naturale liquefatto (Gnl) mai realizzato nella storia: quello per lo sviluppo del North Field. Un progetto da record sotto molti punti di vista, con cui Doha si candida a riconquistare – forse definitivamente – la supremazia sul mercato e che vanta costi di produzione ridotti all’osso e credenziali green finora senza paragoni, grazie al sequestro della CO2 e ad altre tecnologie per limitare l’impatto ambientale.
La Decisione finale di investimento (Fid) per la Fase 1 della North Field Expansion – approvata lunedì 8, con un budget di 28,7 miliardi di dollari – è una pietra miliare che segna un punto di svolta nel panorama globale dell’energia, oltre che un passaggio molto atteso nel settore dell’Oil&Gas, in cui si spende sempre meno e i maxi progetti sono ormai diventati una rarità.
Oltre a commesse miliardarie, per cui Saipem resta in pole position, sul piatto c’è anche la possibilità di rilevare una partecipazione nel progetto: prospettiva che fa gola a molte Major occidentali, Eni compresa.
Saad al-Kaabi, ceo di Qatar Petroleum e ministro dell’Energia, ha chiarito che l’emirato non ha affatto rinunciato a trovare partner stranieri, che potrebbero entrare con una quota intorno al 30%. Tra le compagnie Doha ha riscontrato «grande interesse» e la settimana prossima invierà ai potenziali soci ulteriore documentazione sul progetto, in vista di una scelta che dovrebbe avvenire entro fine anno.
In competizione con il Cane a sei zampe ci sono molti big ai quali farebbe comodo investire in un progetto non solo redditizio, ma anche sostenibile sotto il profilo ambientale: la rosa dei finalisti secondo indiscrezioni comprende anche Shell, Exxon, Total, Chevron e ConocoPhillips, oltre ad alcune “società asiatiche”, disposte a prendere anche una fetta di produzione.



