Qualità della vita 2018, da Armani a Cracco: i big di moda, food e design confermano la leadership di Milano
di Marta Casadei e Giovanna Mancini
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Moda, design, food. Prima di essere la capitale della Qualità della vita 2018, Milano è stata una delle capitali internazionali in questi tre settori, combattendo a colpi di nuovi format e progetti innovativi la concorrenza di metropoli del calibro di Parigi, Londra, New York. La sua leadership globale in questi settori si è affermata in modo definitivo in questi ultimi anni, sotto la spinta di una nuova sinergia tra istituzioni e privati.
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Giorgio Armani, sebbene sia originario di Piacenza, è uno dei simboli della creatività e dell’imprenditoria di moda made in Italy e il suo headquarter è da sempre Milano. Una città che, in occasione del 40esimo anniversario di carriera, ha omaggiato con l’apertura di un museo (l’Armani Silos). E della quale apprezza il nuovo primato: «Il misto di pragmatismo e creatività, di commercio e invenzione è quel che rende Milano unica», spiega al Sole 24 Ore. «Dinamica e determinata - aggiunge Armani - sta vivendo un momento di fermento estetico ed è attualmente un importante punto di riferimento del design e del progetto. Sempre rivolta al futuro, è una città in continuo cambiamento, di vera innovazione. Sono lieto che le venga riconosciuto il primato di città italiana più vivibile».
È d’accordo Carlo Capasa, presidente della Camera della moda italiana che ha sede proprio in piazza Duomo e si occupa di organizzare la fashion week: «A Milano c’è grande energia che nasce dal matrimonio tra pubblico e privato. Una sinergia che noi del settore moda abbiamo sperimentato direttamente, con gli investimenti dei privati nella città: dalla Fondazione Prada al Silos di Armani». L’obiettivo, secondo Capasa, deve essere un miglioramento continuo: «L’ambiente deve essere al centro - dice - ma bisogna concentrarsi anche sull’offerta culturale, che secondo me migliora le persone, e sulle periferie sulle quali bisogna lavorare dal punto di vista urbanistico e sociale».
Milano non è solo la città della moda. È anche la città del food e dei ristoranti stellati. Come quelli aperti da Carlo Cracco, chef vicentino che proprionel febbraio 2018, dopo anni passati in via Victor Hugo, ha scelto di aprire un caffè-bistrot-ristorante all’interno della Galleria Vittorio Emanuele II. «Il risultato di questa classifica non mi stupisce: oggi Milano è sempre di più la città di riferimento per l'Italia e non solo, quella che offre di più in termini di opportunità e servizi», spiega lo chef al Sole 24 Ore.
«È una città che guarda all’Europa e al resto del mondo, è proiettata al futuro, è una città che accoglie. E forse “accogliente” in questo momento mi sembra l'aggettivo più bello e più adatto per rappresentarla e descriverla».


