Qualità della vita, Beppe Sala: «Milano è cambiata, ma c’è molto da fare. Io alle politiche? Difficile».
Il sindaco di Milano ha ritirato il premio per la prima classificata nell’edizione 2019 dell’indagine del Sole 24 Ore, parlando anche di San Siro. Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente Anci ha ritirato il riconoscimento per la migliore crescita nei 30 anni per una città del Mezzogiorno: «I sindaci vogliono essere ascoltati anche su temi che non sono riconducibili alle loro responsabilità. Bari? Sono orgoglioso, ma spero in un futuro senza classifiche ad hoc per il Sud»
di Marta Casadei
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Si era già detto «fiero» in un post affidato a Facebook in mattinata, nel quale sottolineava la necessità di impegnarsi ancor di più nella riqualificazione delle periferie e nell’offerta di affitti accessibili per rendere Milano ancora migliore. Beppe Sala, sindaco del capoluogo lombardo, l’ha ribadito davanti a una platea nutrita, nell’ambito dell’evento organizzato per festeggiare i 30 anni della Qualità della vita del Sole 24 Ore e per premiare gli amministratori dei territori che hanno primeggiato nelle classifiche di tappa e in quelle dei tre decenni. «I milanesi sono cambiati - ha detto Sala - non sono più macchine da lavoro, ma dimostrano che amano vivere e divertirsi. Ma abbiamo tante cose da fare».
Qualità della vita 2019, Milano fa il bis: anche quest’anno è la città dove si vive meglio
Intervistato dal direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini, il sindaco ha parlato anche del piano di apertura e riqualificazione dei Navigli: «Era stato uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale, così abbiamo iniziato a lavorarci, ma poi, anche alla luce di una serie di consultazioni con i cittadini, abbiamo capito che il progetto avrebbe richiesto un investimento di 500 milioni di euro. Non mi sentivo di sacrificare altri progetti, come quelli relativi alle periferie, così abbiamo deciso che non era il momento. Se trovassimo i fondi? Lo farei».
Sala, che ha citato l’Ema, l’agenzia europea del farmaco, tra le mancate opportunità per Milano, ha anche toccato il tema San Siro - « A me non sembra di essere un pazzo a dire che così non va bene» - e quello di una sua potenziale candidatura alle politiche: «La vedo difficilotta. E poi a me fare il sindaco di Milano piace e il lavoro non è ancora completato».
Tornando a Milano, Sala ha ribadito che la formula della sua amministrazione è quella di rendere la città «sempre più aperta e internazionale, che non è semplice perché vuol dire faticare o essere aperti all’immigrazione. Del resto dobbiamo lavorare perché i benefici li abbiano i più: Milano è una città complessa in cui le politiche di welfare non possono che essere complesse. Solo crescendo si può diventare davvero solidali, altrimenti è solo una facciata», ha concluso.


