Fondi Ue

Qualità della vita nelle città: Europa a tre velocità

I risultati del sesto rapporto della Commissione europea su un campione di 83 città e oltre 70mila abitanti intervistati.

di Davide Madeddu

(REUTERS)

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Il nord e l’occidente primeggiano, L’est cresce mentre il sud, ancora una vola, arranca. È l’Europa, a tre velocità, raccontata dal Rapporto Ue 2023 sulla qualità della vita delle città. L’indagine, che coinvolge un campione di 71.153 persone in 83 città mette in evidenza il divario tra il nord e sud e mette in evidenza la «svolta» che negli ultimi cinque anni ha caratterizzato gli stati membri dell’Europa dell’est. Dall’analisi emerge la fiducia nei grandi centri ma anche una minore solitudine e più sicurezza in quelli più piccoli. I giovani adulti hanno maggiori probabilità (15%) di sentirsi soli rispetto alle persone di mezza età e agli anziani (rispettivamente 12% e 11%). I servizi possono aiutare: un facile accesso alle strutture culturali e agli spazi verdi è associato a una riduzione della solitudine.

Il divario tra nord e sud

A sottolineare che c’è «ancora un divario tra Nord e Sud con un livello di soddisfazione più basso segnalato al sud» è Elisa Ferreira, commissaria europea per la Coesione e le riforme. «Le comodità e le opportunità non nascono per caso: lo sforzo intelligente da parte delle città europee è fondamentale. E la politica di coesione europea li sostiene, come parte della nostra missione volta a garantire che nessuno spazio venga lasciato indietro». Nel complesso, le principali città dell’Unione europea sono quelle in cui è maggiore il gradimento dei cittadini. In questa classifica, al primo posto si affermano la capitale danese Copenaghen e Groningen nei Paesi Bassi con il 96% delle persone soddisfatte e al terzo Danzica, in Polonia, con una percentuale del 95%.

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Nelle città degli stati membri dell’est Europa i cittadini parlano di una crescita della qualità della vita negli ultimi cinque anni con migliori servizi, qualità dell’aria, più sicurezza e lavoro. Si tratta di Białystok (62%), Danzica (60%), e Cluj-Napoca (59%).

PERSONE SODDISFATTE DI VIVERE NELLA LORO CITTÀ

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Il quadro italiano

All’interno di questo scenario, c’è poi il tassello italiano in cui si ripete in misura minore anche il divario nord e sud, con i dati peggiori, proprio nelle città del Sud. La maglia nera, tra le sei città considerate (Palermo, Napoli, Roma, Bologna, Verona e Torino) va al capoluogo siciliano. A scorrere le varie schede che accompagnano il rapporto si scopre che, giusto per fare un esempio, Palermo è all’ultimo posto, con il 62%, nella percentuale di «persone soddisfatte di vivere nella loro città», peggio di Atene e Istanbul che viaggiano con il 65%. Al primo posto Zurigo con il 97% seguita da Copenhagen con il 96%.

Solo il 3% delle persone intervistate sostiene che la qualità della vita a Roma sia migliorata negli ultimi cinque anni. Dato basso anche a Bologna che porta a casa il terzultimo posto con una percentuale del 13%. Approfondimenti sulla qualità della vita in Italia sono disponibili nell’indagine del Sole 24 Ore giunta alla 34ª edizione.

Tra immigrati, anziani e bambini

Sul versante legato all’immigrazione, tra le dieci città con percentuale più bassa per l’accoglienza, c’è Roma con il 54% degli intervistati. All’estremo opposto, le percentuali più alte si registrano a Cardiff (95%) e Lisbona (90%).

Non meno importante il capitolo legato alla vita degli anziani. Zurigo assieme a Rostock, Luxembourg e Piatra Neamt viene considerata dal 95% dei cittadini intervistati “Città migliore” per la vita di chi ha superato una certa età. Tra le dieci città con la percentuale di gradimento più bassa (all’ultimo posto si trova Istanbul con il 39%) c’è Roma con il 47%, poi Tirana con il 52%, Napoli con il 55% e Palermo con il 58%.

La situazione non cambia di molto quando si chiede se la città sia il luogo migliore per vivere con bambini. Anche in questo caso agli ultimi posti, ossia tra le dieci città con la percentuale di soddisfazione o gradimento più basso, compaiono sempre Roma, Palermo e Napoli.

La sicurezza e il lavoro

Quando si affronta il capitolo sicurezza si scopre che l’87% degli intervistati di Copenhagen non ha paura a camminare di notte. A Roma, invece, questa percentuale precipita al 38% mentre a Napoli risale al 44%, la stessa di Istanbul.

Se poi si vuole cercare un lavoro, a Praga è facile per il 79% degli intervistati, così come a Monaco (72%). A Palermo la percentuale scende al 4% per risalire all’11% a Napoli e al 20% a Roma. Stesso discorso e posizioni quasi analoghe (seppure con percentuali più elevate) quando si parla di persone soddisfatte del proprio lavoro.

Trovare casa, meglio al sud

Tutto cambia quando si parla di trovare un alloggio a prezzo ragionevole. In questo caso Palermo balza nella classifica raggiungendo le prime dieci più in alto e sistemandosi al quinto posto con una percentuale del 63% (al primo c’è Aalborg con il 68%).

La lenta burocrazia

C’è poi la burocrazia che caratterizza il divario tra nord e sud. A Zurigo l’83% degli intervistati sostiene che i tempi per le procedure siano ragionevoli. A Palermo a sostenere questa tesi è solo il 13% degli intervistati. A Roma il 17%, a Napoli il 27% e a Torino il 34%. Non va meglio quando si parla dell’accessibilità online ai servizi e alle informazioni della pubblica amministrazione.

Proprio per cercare di superare questo divario, viene sottolineato nel rapporto, «la politica di coesione dell’Ue continuerà a sostenere gli sforzi volti a fornire migliori servizi e opportunità alle persone nelle città europee, come parte della sua missione volta a ridurre le disparità nel tenore di vita».

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