Quasi 5mila edifici abbandonati La mappa del tesoretto veneto
Confartigianato ha realizzato un'analisi georeferenziata delle unità immobiliari pubbliche Il patrimonio ammonta a 1,7 milioni di metri quadrati e potrebbe generare benefici per oltre 1,7 miliardi
di Valentina Saini
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È ormai un cliché dire che i dati sono il petrolio del XXI secolo. Però è vero che alcune delle aziende più forti del mondo lavorano con i dati e la centralità dei dati è sempre più evidente anche in Italia. Ad esempio in Veneto. In territori dove i capannoni sono ancora tanti (troppi, molti sono vuoti), e dove la cementificazione continua ad avanzare, i dati potrebbero aiutare a valorizzare meglio il patrimonio edilizio. A cominciare da quello pubblico.
Se ne è accorta Confartigianato Imprese Veneto, che ha portato avanti un’innovativa iniziativa per mappare tutti gli edifici pubblici inutilizzati in regione attraverso un’analisi georeferenziata, che andrà a creare «un sistema informativo per promuovere azioni d’intervento e riuso sul territorio». Il potenziale, indubbiamente, c’è: il patrimonio edilizio pubblico veneto è costituito da 58.130 unità immobiliari, per un totale di quasi 36 milioni di metri quadri di superfici. Si tratta di un patrimonio non sempre proprio nuovissimo (un immobile su quattro è stato costruito prima del 1945), ma comunque imponente, e tra i più interessanti d’Italia.
L’8% di questo patrimonio pubblico non viene sfruttato: 4.900 unità immobiliari, quasi 1,7 milioni di metri quadri. Di questi 1.430 unità sarebbero da demolire ed eventualmente da ricostruire, ma il resto (il 70%) è valido. E del resto, camminando per le grandi e piccole città venete, chi non si è imbattuto in qualche ex carcere o ex scuola vuoti, lasciati a se stessi?
Un fabbricato dismesso su due è dei comuni, e gran parte delle superfici non utilizzate è composto da caserme e carceri (19%), fabbricati produttivi (13%), abitazioni (13%), edifici scolastici (12%), ospedali e case di cura (9%), uffici (8%). Per Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, intervenire sul patrimonio pubblico inutilizzato è fondamentale, dato che «consentirebbe di generare un beneficio economico per il settore di 1,7 miliardi di euro: 40 milioni da demolizioni, 7,5 milioni dalle rinaturalizzazioni, 116 da ricostruzioni, 258 da restauro conservativo, 38 da adeguamento, 256 da efficientamento».
Conta la dimensione economica, ma anche quella ecologica e ambientale. Nella seconda regione italiana per consumo di suolo ci sarebbe la possibilità di rinaturalizzare 185mila metri quadri di suolo, risparmiare 1,23 milioni di chili di anidride carbonica, e ridurre ulteriormente l’emissione di anidride carbonica per 29 milioni di chili grazie a interventi di efficientamento energetico.

