Quota 100, ecco le scadenze e le finestre utili per andare in pensione
di Matteo Prioschi e Fabio Venanzi
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Con l’apertura dei canali per la presentazione delle domande di pensione anticipata, in quota 100 e opzione donna è partita la corsa all’uscita dal mondo del lavoro. Una corsa che però riguarda soprattutto i dipendenti pubblici che vogliono fruire della nuova possibilità di pensionamento con almeno 62 anni di età e 38 di contributi. Infatti, per effetto della finestra mobile di sei mesi, devono aver presentato la richiesta entro giovedì 31 gennaio se vogliono uscire con la prima decorrenza utile, cioè al primo agosto perché se iscritti a una gestione ex Inpdap maturano la decorrenza dal primo giorno successivo alla finestra.
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Contestualmente, però, devono anche aver presentato la domanda di collocamento a riposo all’amministrazione di appartenenza, che, in base all’articolo 4 del decreto legge 4/2019, richiede un preavviso di sei mesi rispetto alla decorrenza della pensione. Secondo i dati forniti dall’Inps, da martedì a mercoledì sono state presentate 5.532 domande. L’articolato meccanismo di applicazione delle finestre che il decreto legge ha introdotto per quota 100, opzione donna e pensione anticipata è stato illustrato nella circolare 11/2019 dell’Inps ed è sviluppato nel dettaglio nella tabella in pagina, da cui si può vedere come la data effettiva di cessazione dal lavoro cambi in relazione alla soluzione scelta e al settore in cui si è impiegati. Così se i dipendenti pubblici possono aver fretta per non perdere nemmeno un giorno di quota 100, le donne che scelgono opzione donna possono prendersela con calma nel presentare la domanda di pensionamento, dato che dalla maturazione dei requisiti alla decorrenza devono trascorrere da dodici a diciotto mesi.
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