Raddoppiano gli iPhone prodotti in India. Così Apple allenta la presa cinese
Le esportazioni volano a oltre 2,5 miliardi di dollari di dispositivi. La strategia di Cupertino è ormai chiara
di Biagio Simonetta
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La strategia è ormai chiara da un pezzo: Apple sta cercando di ridurre la produzione di suoi dispositivi in Cina, nel tantativo di uscire dalla morsa di dipendenza nei confronti di Pechino. Una dipendenza visibile, palesata clamorosamente quando i recenti blocchi per il Covid alla fabbrica di Zhengzhou hanno condizionato la disponibilità di iPhone 14 Pro presso i negozi di tutto il mondo (a proposito della strategia cinese sul Covid si veda pagina 10, ndr).
La crescita
Non sono casuali, allora, gli ultimi numeri in arrivo dall’India: nel Paese asiatico, ormai da anni competitor manufatturiero più temibile per la Cina, la produzione di iPhone è raddoppiata negli ultimi nove mesi del 2022 rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 2,5 miliardi di dollari di esportazioni.
Foxconn Technology Group e Wistron Corp, i due player che assemblano iPhone in India, hanno spedito ciascuno più di 1 miliardo di dollari di dispositivi Apple all’estero nei primi nove mesi dell’anno fiscale che si concluderà a marzo prossimo. E Pegatron Corp., un altro importante produttore a contratto per Apple, è sulla buona strada per trasferire all’estero circa 500 milioni di dollari di device entro la fine di gennaio.
Operazioni fuori dalla Cina
Sono numeri in rapida crescita, e dicono in modo netto che Apple sta spingendo col piede sull’acceleratore per le operazioni al di fuori della Cina. Anche perché, come detto, il caos nello stabilimento principale di Foxconn, a Zhengzhou, ha messo in luce le vulnerabilità nella catena di fornitura dell’azienda con sede a Cupertino, costringendola a ridurre le stime di produzione. Un episodio aggravato ulteriormente da un problema di più ampia portata: il crollo della domanda di beni discrezionali (come smartphone e gadget elettronici in genere).
Quanto conviene l’India
Apple, ha iniziato a produrre in India i suoi modelli di iPhone più recenti solo un anno fa. E il contesto è in grande fermento. Da una parte, come detto, la volontà di eliminare qualsiasi dipendenza da un Paese geopoliticamente distante come la Cina. Dall’altra la rapida ascesa dell’India a nuovo eldorado della manifattura, anche su spinta del primo ministro Narendra Modi. Secondo l’agenzia Reuters, già oggi la manodopera in India costa circa il 50% in meno rispetto alla Cina. E non è casuale, allora, che giganti come Foxcoon abbiano deciso di aprire stabilimenti proprio in India. Gli stessi stabilimenti dove vengono prodotti iPhone a un costo di produzione evidentemente più basso. L’India, oggi, sembra garantire una grande forza lavoro a basso costo, incentivi governativi e un mercato in grande espansione. Dettagli determinanti.

