Raffaele Mincione, dalle modelle della Londra anni 90 ai controversi affari con il Vaticano
Nato a Pomezia, il finanziere ha fatto fortuna nella City degli anni d’oro della finanza: ha poi tentato varie scalate, tutte fallite, a Piazza Affari, da Retelit a Carige. Il braccio di ferro con la Santa Sede, fino alla recente “Vittoria di Pirro”.
di <span style="background-color: rgb(211, 228, 255);">Redazione OnLine</span>
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I punti chiave
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Nell’autunno del 2019, un rilassato Raffaele Mincione si aggirava tra i padiglioni di Frieze, la fiera di arte moderna e contemporanea più famoso al mondo, nell’immenso Regent’s Park di Londra. Comprò pure una tela. Era appena scoppiato lo “Scandalo Vaticano” di Sloane Avenue, la vendita di un lussuoso palazzo a Chelsea, ex autorimessa dei grandi magazzini Harrods. Da quell’operazione aveva incassato decine di milioni di euro, lasciando la Santa Sede col classico cerino in mano.
In quel periodo Mincione era su tutti i giornali, ma quella a Frieze sarebbe stata la sua ultima apparizione in pubblico, nella vita sociale.
Il fortunato 2019
La Santa Sede aveva sborsato oltre 200 milioni di euro, frutto delle offerte dei fedeli, per comprare l’immobile, destinato a essere un investimento immobiliare di successo. E invece si è rivelato un buco di perdite: sul crack sono state fatte due indagini, dell’Italia e del Vaticano, ed è in corso un processo dentro le mura della Santa Sede (mentre un altro si è appena chiuso a Londra con una vittoria a metà per Mincione). Ma il 2019, per il finanziere nato a Pomezia, era stato l’anno di un affare ancor più importante: attraverso una società lussemburghese, chamata Pop 18 Sarl, aveva rilevato quasi la metà degli ex supermercati Auchan, la catena francese che poi era scappata dall’Italia vendendo al gruppo Conad. I supermercati allora guidati da Francesco Pugliese diventavano i primi in Italia, superando Coop ed Esselunga; Mincione diventava uno dei più grossi proprietari di immobili commerciali in Italia. Ora, anche su quell’operazione, come su quella del Vaticano, gravano accuse.
Una piazza di Londra
Mincione fa parte di quella folta schiera di giovani italani che negli Anni 90 approdano a Londra e fanno fortuna nella finanza: sono gli anni d’oro del grande boom della City. Molti di loro vanno a lavorare nelle grandi banche d’affari, accumulano grossi patrimoni e poi si mettono in proprio. Il più famoso di questa generazione è Andrea Pignataro, oggi uno degli uomini più ricchi d’Italia. Anche Mincione segue un analogo percorso: a differenza di Pignataro, che almeno fino a oggi aveva sempre tento un profilo bassissimo, lontano dai riflettori, Mincione nel Regno Unito diventa una celebrità: si fidanza con la famosa top-model Heather Mills che poi, si dice, lo mollò per sposare, anni dopo, il baronetto Paul McCartney, il leggendario musicista dei Beatles.
Di fronte ai giardinetti di Berkeley Square, nel cuore del quartiere Mayfair, il numero 52 è un piccolo edificio in stile vecchia Londra: tutto bianco e volutamente anonimo. Nessuna insegna, campanello senza nome. Dentro, un ingresso con pareti decorate da opere d’arte e una scalinata portano a un’elegantissima e ampia stanza con un salotto, divani, una libreria e un camino. Una vetrata illumina una grande scrivania: lì, per anni, è stato il quartier generale di Mincione.

