L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
di Andrea Carli
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I detenuti nelle carceri italiane crescono circa 5 volte di più rispetto all’aumento dei posti. Il risultato è che è ancora emergenza sovraffollamento. Più di un condannato su due ha meno di tre anni da scontare. A fronte di una capienza ufficiale di 51.249 posti - sottolinea il XIX Rapporto Antigone, presentato oggi - al 30 aprile erano presenti 56.674 persone, il che significa 5.425 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare. Ai posti regolamentari vanno però sottratti i posti non disponibili, che a maggio 2023 erano 3.646. Sul sovraffollamento pesa la custodia cautelare pari al 26,6% del totale. In calo rispetto al passato ma più alta rispetto alla media europea.
Nel 2022 sono stati “vistati” 97 istituti penitenziari. Tra questi 64 case circondariali, 22 case di reclusione, 2 istituti a custodia attenuata (Eboli e Laureana di Borrello) e l’Icam di Lauro.
Il tasso di affollamento ufficiale medio è del 110,6%. Tuttavia, considerando i posti conteggiati e non disponibili l’affollamento reale è del 119%. A livello regionale i dati cambiano e le regioni dove si registrano le situazioni più preoccupanti sono: Lombardia (151,8%), Puglia (145,7%) e Friuli Venezia Giulia (135,9%). Dal 30 aprile 2022 la capienza ufficiale è cresciuta dello 0,8%, mentre le presenze sono aumentate del 3,8%. È cresciuto soprattutto il numero delle donne (+9%), mentre l’aumento degli stranieri, del 3,6%, è più o meno in linea con quello della popolazione detenuta complessiva.
A livello di istituti, i valori effettivi più alti si registrano a Tolmezzo (190,0%), a Milano San Vittore (185,4%), a Varese (179,2%) e a Bergamo (178,8%).
Se si fa un confronto con gli altri paesi europei, solo Cipro e Romania hanno tassi di sovraffollamento maggiori di quello italiano. L’Italia si colloca invece al trentaseiesimo posto per tassi di detenzione, ossia numero di detenuti rispetto a cittadini liberi. Incarceriamo meno di Francia e Spagna, più di Germania e paesi nordici.