Reddito di cittadinanza anche agli stranieri in Italia da 10 anni. Pensioni, quota 100 da aprile
di Davide Colombo e Giorgio Pogliotti
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Dal 1° aprile scattano i nuovi pensionamenti con “quota 100”, ovvero 62 anni di età e 38 di contributi minimi, mentre il Reddito di inclusione lascerà il passo al nuovo Reddito di cittadinanza che, per gli over 65enni con un reddito familiare non superiore ai 7.560 euro si chiamerà pensione di cittadinanza. Il decreto legge con le prime modifiche alla riforma Fornero e le misure di contrasto alla povertà è pronto. Due titoli, 27 articoli, verrà esaminato in pre-consiglio martedì 8 gennaio per poi approdare in Consiglio dei ministri nei giorni successivi, sempre che naturalmente non cambi l’agenda del governo. Il provvedimento determina una maggiore spesa sociale per circa 8,8 miliardi nel 2019, che salgono a oltre 37 in termini cumulati nel primo triennio.
Nel pacchetto previdenziale trovano conferma tutte le anticipazioni delle ultime settimane: oltre al debutto triennale di “quota 100” ci sono le proroghe di opzione donna e dell’Ape sociale, nonché la cancellazione degli adeguamenti automatici alla speranza di vita che, con il nuovo anno, avevano fatto salire di 5 mesi i requisiti per il ritiro anticipato a 42 anni e 10 mesi per tutti (41 e 10 per le donne) e a 41 anni per i lavoratori precoci. “Quota 100” sarà invece successivamente adeguato alla speranza di vita, mentre chi ne beneficerà non potrà cumulare la pensione con altri redditi da lavoro superiori ai 5mila euro l’anno. Confermata pure la norma che reintroduce i Cda in Inps e Inail, anche se una nota diffusa del ministero del Lavoro chiarisce che non è previsto alcun commissariamento degli attuali vertici, le cui funzioni saranno riviste seguendo una logica di una gestione collegiale degli enti.
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Le nuove pensioni di anzianità decorreranno con posticipi trimestrali (finestre mobili) mentre per gli statali la domanda di ritiro dovrà essere fatta con sei mesi di anticipo. Per il trattamento di fine servizio del pubblico impiego è prevista una possibilità di anticipo bancario da definire con conversione Abi, sulla falsa riga dell'anticipo messo a punto per l'Ape volontario. Per quanto riguarda invece la pensione di cittadinanza, si tratta come detto di una versione del Reddito di cittadinanza riconosciuto ai nuclei i cui componenti abbiano non meno di 65 anni e un reddito familiare di 7.560 euro.
Per innescare la staffetta generazionale le aziende potranno finanziare con i Fondi bilaterali l'uscita anticipata fino a tre anni prima dei “quotisti”, quindi attivare scivoli per esodi anticipati a chi ha oggi 59 anni e 35 di contributi, a patto che assumano almeno un nuovo addetto per ogni uscita. Confermata anche la “pace contributiva”: si potranno riscattare fino a 5 anni di mancati versamenti post 1996 con una detraibilità del 50% degli oneri sostenuti, mentre se a sostenere il riscatto sarà l'azienda l'onere potrà essere dedotto.


