Reddito di cittadinanza, dai centri per l’impiego agli incentivi: ecco come cambia
di Claudio Tucci
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Il decreto che dovrà introdurre, in Italia, il reddito di cittadinanza arriverà a ridosso di Natale in Cdm. Secondo il cronoprogramma del ministro Luigi Di Maio la misura dovrà essere operativa da marzo, con le domande da parte dei beneficiari. Le prime erogazioni dovrebbero partire dal mese di aprile. Giorno dopo giorno, e riunione politica dopo riunione politica, si sta mettendo a punto la misura di contrasto alla povertà e di riattivazione, cavallo di battaglia del M5S e oggetto di numerose “rimodulazioni” nel braccio di ferro con Lega e con Ue. Vediamo i punti più solidi, al momento, dello strumento.
Chi sono i beneficiari
Per poter chiedere il reddito di cittadinanza è necessario possedere una soglia Isee non superiore a 9.360 euro. Si terrà conto, inoltre, sia del capitale immobiliare, oltre la prima casa, fino a un massimo di 30mila euro, sia del capitale mobiliare entro i 10mila euro per famiglie con più figli. La «quota affitto», intorno a 300 euro, è da aggiungere (nel limite di 780 euro per un single) o da togliere (in caso il beneficiario sia proprietario di casa).
GUARDA IL VIDEO - Reddito cittadinanza, Di Maio: nessuno in Italia sotto 780 euro
L’importo dell’assegno
Per un single l’assegno è a integrazione fino a un massimo di 780 euro al mese. L’assegno cresce in base al numero di figli. Al momento, i tecnici del ministero del Lavoro, ragionano partendo da una scala Ocse modificata e ricalibrando in modo da ottenere 0,4 in più per ogni adulto e 0,2 per ogni minore.
