Banga (Banca Mondiale): «Creare lavoro per i giovani è la soluzione migliore contro la povertà»
di Gianluca Di Donfrancesco
di Andrea Carli
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La manovra approvata dal governo Meloni porta in pancia nuove regole sul reddito del cittadinanza, bandiera del governo Conte 1 a trazione M5S-Lega, cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle, considerato “sbagliato” dalla premier Giorgia Meloni. Il restyling va nella direzione di una stretta. Le regole ponte dureranno un anno, permettendo di risparmiare 734 milioni di euro. L'idea della cancellazione immediata del beneficio già dall'1 gennaio 2023, che avrebbe permesso di risparmiare 1,8 miliardi, è stata alla fine accantonata dall’esecutivo. Nel 2024 arriverà un nuovo sostegno, con un nome diverso, destinato solo a fragili e over 60.
«Il Reddito di cittadinanza alla fine del 2023 per chi può lavorare è abolito - ha detto Meloni parlando all’assemblea di Confartigianato, a Roma -, nel 2023 abbiamo scelto di immaginare un periodo transitorio ma abbiamo ristretto i paletti stabilendo il banale principio che alla prima offerta di lavoro che rifiuti ti decade il reddito di cittadinanza, in terzo luogo stabiliamo che se lo prendi devi stare sul territorio italiano, altrimenti c’è qualcosa che non funziona».
I percettori del reddito di cittadinanza considerati “occupabili” (tra i 18 e i 59 anni) avranno il sussidio per i primi otto mesi nel 2023, quindi fino ad agosto compreso. Sarà un sussidio “a tempo”. Dopodiché, terminata questa “soluzione ponte”, alla prima offerta di lavoro congrua rifiutata il reddito sarà tolto.
Si tratta, secondo i dati della relazione tecnica allegata all’articolo della manovra, di 404mila nuclei che già ricevono il reddito. Al milione circa di famiglie che ricevono annualmente il sostegno, vanno infatti sottratti i nuclei in cui è presente un minore, un anziano over 60 o un disabile. E, come annunciato in conferenza stampa da Giorgia Meloni e dalla ministra del Lavoro Marina Calderone, anche una donna in gravidanza.
Inoltre, dall’1 gennaio 2023, data di entrata in vigore della legge di Bilancio, i percettori considerati “occupabili” avranno sei mesi per formarsi, partecipando a corsi di formazione, per essere accompagnati nella ricerca di un posto di lavoro. Per chi non parteciperà alla formazione il beneficio decadrà. Le Regioni dovranno trasmettere all’Anpal gli elenchi delle persone che non rispetteranno l’obbligo di frequenza.