Reddito, tra milano e lodi spread di 14mila euro
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Anche sul versante del benessere economico delle famiglie la Lombardia si conferma su livelli di eccellenza nel paese, sebbene stiano progressivamente aumentando i divari fra le dodici province della regione. Sono queste le principali risultanze che emergono dalle valutazioni regionali e provinciali del reddito disponibile delle famiglie consumatrici rilasciate rispettivamente da Istat e Unioncamere-Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne nello scorso mese di dicembre. Questo aggregato (che misura le risorse da destinare a consumi e risparmi) nel biennio 2021-2022 ha innestato il turbo sia a livello nazionale sia in Lombardia. Nella regione il tasso di crescita cumulato fra 2020 e 2022 è stato dell’11,3% in termini nominali, pressoché equivalente a quello ottenuto lungo tutto il quindicennio 2006-2020, e suddivisibile in un +5,2% fra 2020 e 2021 ed un +5,8% fra 2021 e 2022. Un tasso di sviluppo che ha portato il livello di reddito procapite complessivo lombardo a quota 25.510 euro, staccandosi per 400 euro dal Trentino-Alto Adige/Südtirol prima regione italiana per questo indicatore). Un’impennata, quella registrata nell’ultimo biennio, che è stata possibile soprattutto grazie alla forte crescita delle retribuzioni lorde (+17,2%) che ha più che compensato, la sostanziale tenuta di altri importanti capitoli che entrano nei meccanismi della formazione del reddito come, ad esempio le prestazioni sociali rimaste di fatto ferme se consideriamo i notevoli livelli inflattivi degli ultimi tempi. Anche per il reddito disponibile, però, emergono decise disparità fra i risultati conseguiti dalla città metropolitana di Milano e le altre province della regione. In termini di dinamica a una Milano che corre (+12,1% e +6,2% le performance del biennio e dell’ultimo anno) si contrappongono Sondrio e Varese che sono tra le dieci province italiane più deboli nell’ultimo biennio e Lodi che ottiene un analogo posizionamento in relazione all’ultimo anno. Questi diversi andamenti stanno contribuendo ad aumentare la variabilità di reddito disponibile pro-capite all’interno della regione. Esistono varie misure statistiche che evidenziano questa tendenza. Ne evidenziamo due: la prima è il differenziale fra la provincia con il maggiore livello di reddito (Milano) e quella con il livello minore (Lodi). Se nel 2019 questo spread era di 12.142 euro, nel 2022 è arrivato a quota 14.197. La seconda misurazione passa attraverso l’evoluzione del rapporto fra il valore procapite di Milano e quello del complesso delle altre province. Se nel 2019 il valore di Milano superava quello del resto delle altre province del 45,5%, a distanza di soli tre anni si è passati al 49,4% con la sola Cremona che in questo arco temporale ha ridotto (sia pure di una misura quasi impercettibile) il divario con la città metropolitana.
