Inammissibile referendum sulla cannabis, ammessi 5 quesiti sulla giustizia
Il presidente della Consulta Amato: «Il referendum non era sulla cannabis, ma sulle sostanze stupefacenti. Si faceva riferimento a sostanze che includono papavero, coca, le cosiddette droghe pesanti. E questo era sufficiente a farci violare obblighi internazionali»
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I punti chiave
- Alle urne tra 15 aprile e 15 giugno, non si vota se norme abrogate prima
- Amato,no a quesito droga per obblighi internazionali
- Primo quesito: legge Severino
- Secondo quesito: custodia cautelare
- Terzo quesito: separazione delle carriere
- Quarto quesito: elezione dei componenti del Csm
- Quinto quesito: consigli giudiziari
- Referendum: Magi, su cannabis decisione incredibile
- Su riforma Csm piombano referendum,centrodestra diviso
- Giustizia: Conte, no a referendum e pronti a consultazione
- No al referendum sull’eutanasia
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Dopo quello sull’eutanasia, la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum sulla depenalizzazione della coltivazione della cannabis. Per quanto riguarda il pacchetto giustizia, stop a quello sulla responsabilità diretta dei magistrati. Si terrà invece quello che ha l’obiettivo di riconoscere nei consigli giudiziari il diritto di voto degli avvocati sulle valutazioni di professionalità dei magistrati.
Quest’ultimo referendum si aggiunge così ai primi 4 che poche ore prima sono stati dichiarati ammissibili dalla Corte (abrogazione delle disposizioni in materia di incandidabilità previste dalla legge Severino, limitazione delle misure cautelari, separazione delle carriere dei magistrati ed eliminazione delle liste di presentatori per l’elezione dei togati del Csm). Nei prossimi giorni è previsto il deposito delle sentenze.
Alle urne tra 15 aprile e 15 giugno, non si vota se norme abrogate prima
Si voterà in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi. La consultazione verrà indetta con decreto del Presidente della Repubblica dopo la decisione sulla data del Consiglio dei ministri. Tuttavia, se prima del giorno in cui è previsto lo svolgimento del referendum il Parlamento abroga le norme oggetto della consultazione, l’Ufficio centrale per il referendum dichiara che le operazioni relative non hanno più corso. Inoltre il referendum viene sospeso e si svolge l’anno successivo in caso di scioglimento anticipato delle Camere. Per essere ritenuti validi, i referendum dovranno raggiungere il quorum del 50% più uno degli aventi diritto al voto.
Amato,no a quesito droga per obblighi internazionali
Inammissibile, dunque, il referendum sulle «sostanze stupefacenti, non sulla cannabis», ha chiarito il presidente della Corte Giuliano Amato, intervenuto in conferenza stampa per comunicare e illustrare le scelte della Consulta. E spiegare la bocciatura del quesito: «Il referendum non era sulla cannabis - ha detto Amato -, ma sulle sostanze stupefacenti. Si faceva riferimento a sostanze che includono papavero, coca, le cosiddette droghe pesanti. E questo era sufficiente a farci violare obblighi internazionali».
Sono dunque cinque i quesiti dei referendum approvati oggi, mercoledì 16 febbraio, dalla Corte costituzionale. Eccoli:
