Boom di adesioni

Referendum sulla cittadinanza, raggiunto il quorum di 500mila firme

Il quesito punta a dimezzare (dagli attuali 10 a 5) gli anni di residenza ininterrotta per fare richiesta della cittadinanza italiana

di Andrea Gagliardi

Aggiornato il 24 settembre 2024, ore 15:56

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Il segretario di +Europa Riccardo Magi promuove la raccolta di firme per il referendum sulla cittadinanza con un banchetto a Largo di Torre Argentina a Roma, Sabato 14 Settembre 2024 (foto Mauro Scrobogna /LaPresse)

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Il referendum sulla cittadinanza, promosso da diverse realtà tra cui Più Europa, ha raggiunto le 500mila firme richieste. In meno di venti giorni. Un record. Lo annuncia, interpellato dall’ANSA, il segretario di Più Europa, Riccardo Magi. Il quesito propone di dimezzare da 10 a 5 anni di residenza legale continuativa il termine dopo il quale i cittadini stranieri possono ottenere la cittadinanza italiana. Si tornerebbe a quanto previsto «dalla legislazione prima del 1992 e ci si allineerebbe a quanto stabilito in diversi altri Stati Ue», spiega Magi. Come comunicato da via Arenula, ieri, nonostante i problemi tecnici che hanno causato rallentamenti e blocchi al sistema informatico, la piattaforma digitale istituita dal ministero della Giustizia «ha raccolto complessivamente oltre 155.000 sottoscrizioni relative a tutti i quesiti referendari attualmente inseriti nel sistema». In base alla legge c’era tempo fino al 30 settembre per raccogliere le 500mila firme necessarie per indire (l’anno prossimo) il referendum.

Magi: referendum sulla cittadinanza raggiunge 500mila firme

«Gli italiani dimostrano una grande voglia di partecipazione e di non essere rassegnati al modo ideologico con cui questo governo tratta temi centrali per il futuro del paese come la riforma della cittadinanza. Grazie a tutti quelli che hanno creduto a questa possibilità in condizioni difficilissime», prosegue Magi che sottolinea: «Inizialmente erano pochissimi». Il segretario di Più Europa ringrazia anche «tutti i soggetti del comitato promotore, le personalità che hanno firmato e gli attivisti. Chiediamo agli italiani di continuare a firmare nei prossimi giorni dando ancora più forza a questa iniziativa popolare». Interpellato sui tempi del referendum Magi spiega: «Ci deve essere prima il vaglio di ammissibilità della Corte costituzionale a febbraio, poi prevediamo il voto in primavera».

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Come funziona la firma digitale

Dati i tempi ristretti (la raccolta delle firme è iniziata il 6 settembre) il comitato promotore ha deciso di puntare tutto sulle firme digitali che bypassano il problema dei banchetti da trovare e soprattutto i tempi a volte lunghi dei certificati di iscrizione alle liste elettorali dei firmatari che gli uffici anagrafe devono trasmettere al comitato promotore. Grazie alla piattaforma del governo è possibile infatti autenticare tramite Spid o carta di identità elettronica la firma per sottoscrivere il quesito referendario. Firma poi certificata in collegamento automatico con l’anagrafe nazionale dei residenti. Tempo per l’operazione: non più di due minuti.

Che cosa chiede il referendum

Sulla pagina del comitato promotore si spiega che ai fini della concessione della cittadinanza, oltre alla residenza ininterrotta in Italia (che questo referendum propone di dimezzare da 10 a 5 anni) «resterebbero invariati gli altri requisiti già stabiliti dalla normativa vigente e dalla giurisprudenza, quali: la conoscenza della lingua italiana, il possesso di adeguate fonti economiche, l’idoneità professionale, l’ottemperanza agli obblighi tributari, l’assenza di cause ostative collegate alla sicurezza della Repubblica». E che in Italia «le persone in possesso di questi requisiti che potrebbero beneficiare direttamente o indirettamente (figli minori conviventi) dell’intervento proposto sono circa 2,5 milioni».

Pd deposita pdl su ius soli-scholae, valga anche materna

Ma anche nelle Aule parlamentari tra fine 2024 e inizi 2025 si fronteggeranno diverse proposte di legge sullo ius soli e lo ius scholae. Il Pd ne ha già presentate varie in questa legislatura. L’ultima depositata alla Camera prevede l’ok alla cittadinanza sia per i bimbi che nascono in Italia (con uno dei genitori che ha compiuto un anno di residenza legale), sia per quelli che, arrivati in territorio nazionale entro i 12 anni, abbiano frequentato la scuola per 5 anni, compresa quella materna. Ad annunciare i contenuti dell’iniziativa legislativa del Partito Democratico è stata la deputata Ouidad Bakkali che ha atteso 21 anni - lei stessa - per diventare cittadina italiana.

Le mosse di Forza Italia

Nel frattempo, nell’emiciclo di Montecitorio dovrebbero essere discusse a breve diverse mozioni: oltre a quella dem, anche una del M5s e una di Avs. L’opposizione aspetta al varco Forza Italia - che quest’estate ha abbracciato la causa dello ius scholae - ma la linea del partito di Tajani resta quella del no: si procederà con una proposta autonoma degli azzurri, senza creare un pericoloso asse con la minoranza parlamentare. Fonti azzurre fanno sapere che si è già a buon punto: la bozza della pdl è quasi ultimata, solo da limare; verrà condivisa ai piani alti di FI, con tutti i gruppi parlamentari e gli stakeholder e, infine, con gli alleati. Ma, visto l’approssimarsi della sessione dedicata alla manovra, la prospettiva è di portarla in Aula nel 2025. Quanto ai contenuti, sono confermati i 10 anni di frequenza scolastica per la cittadinanza e si punta ad eliminare quanto più possibile tutti gli automatismi nell’acquisizione dei diritti.

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