La stretta

Regno Unito: niente cittadinanza per immigrati illegali, ecco le nuove regole

Finora era previsto che i migranti che hanno ricevuto il diritto di asilo in Gran Bretagna potessero fare richiesta di diventare cittadini britannici dopo dieci anni di residenza nel Paese

Un post tratto dal profilo  Home Office su X: Un fermo immagine del volo charter per il rimpatrio di 47 migranti, da cui il ministero degli Interni britannico ha ricavato un video pubblicato sul sito ufficiale dell'Home Office e sui suoi social per testimoniare la stretta lanciata dal governo laburista del premier Keir Starmer dopo l'annuncio di una impennata degli arresti e delle espulsioni su larga scala per criminali stranieri e immigrati irregolari, è costato circa un milione di sterline (1,2 milioni di euro)

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LONDRA

Giro di vite del Governo britannico sull’immigrazione illegale. Chi arriva nel Regno Unito in modo “irregolare”, ad esempio attraversando la Manica su barche e canotti come fanno decine di migliaia di persone ogni anno, perderà il diritto a richiedere la cittadinanza britannica.

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Le nuove regole annunciate dal ministero dell’Interno stabiliscono che «a partire dal 10 febbraio 2025 a chi è entrato nel Regno Unito illegalmente verrà rifiutata la richiesta di cittadinanza, indipendentemente da quando la persona in questione è arrivata»,

Le regole finora prevedevano che i migranti che hanno ricevuto il diritto di asilo in Gran Bretagna potessero fare richiesta di diventare cittadini britannici dopo dieci anni di residenza nel Paese.

Il partito laburista di fatto ha confermato la misura contenuta nell’Illegal Migration Act, una legge approvata dal precedente Governo conservatore. L’Esecutivo laburista, eletto nel luglio scorso, sta abrogando la legge ma non in toto.

La decisione del Governo è stata criticata sia da avvocati esperti di diritti umani, che l’hanno definita “una chiara violazione della Convenzione sui rifugiati”, che da rappresentanti del Labour. La deputata laburista Stella Creasy, ad esempio, ha detto che la misura è “controproducente” perchè invece di integrare nella società britannica persone il cui diritto all’asilo è stato riconsciuto dalle autorità le esclude a priori e per sempre.

Oltre il 70% dei migranti che avevano ottenuto il diritto di asilo nel 2013 sono diventati poi cittadini britannici, secondo l’Osservatorio sull’immigrazione dell’Università di Oxford.

La stretta del Governo laburista è considerata un tentativo di arginare l’ascesa di Reform. Il partito di estrema destra guidato da Nigel Farage, ex leader del Brexit Party, ha una linea dura contro l’immigrazione sia legale che illegale e, secondo l’ultimo sondaggio di YouGov, ha superato sia i laburisti che i conservatori diventando il più popolare in Gran Bretagna.

Questa settimana il Governo ha anche pubblicato dettagli di quanti immigrati illegali ha deportato, compresi video delle retate degli agenti, come deterrente a potenziali migranti e come segnale agli elettori.

Anche la nuova leader dei Tories, Kemi Badenoch, ha reagito al successo di Reform annunciando una stretta sull’immigrazione. Se vincerà le prossime elezioni, il partito conservatore intende raddoppiare il tempo necessario prima che un migrante possa ottenere il diritto di asilo permanente in Gran Bretagna da cinque a dieci anni.

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