Regolamenti comunali e norme tecniche: ecco i controlli necessari per il Salva casa
Nella versione definitiva delle sue linee guida il ministero delle Infrastrutture spiega quali accertamenti effettuare per accedere alle sanatorie
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I punti chiave
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Verifiche sul passato, e non sul presente, per i regolamenti edilizi. Le linee guida del ministero delle Infrastrutture, pubblicate nella loro versione integrale nella serata di giovedì, danno indicazioni dettagliate su come sarà strutturata la doppia conformità “asimmetrica”, essenziale per andare a verificare la sanabilità di alcuni interventi con il Salva casa.
Dopo l’incontro di martedì, nel corso del quale il responsabile di Porta Pia, Matteo Salvini, ha annunciato agli operatori del settore i contenuti chiave delle nuove Faq, il testo integrale delle linee guida è diventato ufficiale. E, con le sue 44 pagine di risposte a quesiti, ha introdotto molti elementi nuovi rispetto alle prime anticipazioni.
Edilizia e urbanistica
Tra questi, spicca un chiarimento in materia di doppia conformità. Il nuovo accertamento di conformità, infatti, prevede che per sanare alcune tipologie di interventi non sarà più necessario verificare il rispetto di tutte le norme edilizie e urbanistiche sia al momento di realizzazione dell’intervento che di presentazione della domanda. Basta, invece, verificare la conformità alle norme edilizie del tempo di realizzazione e a quelle urbanistiche del tempo di presentazione della domanda. I dubbi nascono dal fatto che la definizione di norme urbanistiche e norme edilizie non è condivisa, soprattutto se pensiamo ai regolamenti comunali collocati a metà strada tre le due definizioni.
Il ministero prova a fare chiarezza, e spiega che tra le norme edilizie «rientrano, in sostanza, le norme tecniche sulle costruzioni, i regolamenti edilizi e le altre regole aventi incidenza sull’attività edilizia, compresa la normativa antisismica (che non può ritenersi afferente alla disciplina urbanistica)». Su questi aspetti, allora, bisognerà guardare al passato. Nella definizione di norme urbanistiche, invece, ricade la «normativa urbanistica, compresi gli strumenti urbanistici comunali».
Tolleranze
Altra precisazione importante arriva sul tema delle tolleranze. «In relazione alle misure minime individuate dalle disposizioni in materia di distanze e di requisiti igienico-sanitari, viene specificato che la soglia di tolleranza applicabile sarà sempre quella del 2%», spiega il documento del Mit. Non viene fatta differenziazione rispetto al momento di esecuzione dell’intervento, come in altri casi è previsto per le tolleranze. Quindi, il regime è identico «sia nel caso in cui l’intervento sia stato realizzato prima del 24 maggio 2024, sia nel caso in cui si stato realizzato successivamente».


