Renault OpenR Link, ecco perché è l’infotainment che vorremmo vedere su tutte le auto
Un viaggio-test di 2.000 km con la Renault Espace ci ha permesso di apprezzare le qualità del sistema OpenR Link: mirroring dello smartphone wireless ma reattivo, sistema operativo Android, Google Maps integrato e perfetta integrazione con l’auto. Insomma i requisiti base che ogni sistema dovrebbe avere ma che molti produttori ancora non adottano, cercando di spingere i loro navigatori proprietari
di Gianfranco Giardina
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Il sistema di infotainment non può certo essere il criterio principale per scegliere l’auto da acquistare. Ma può essere sicuramente un motivo per non acquistarla, se non soddisfa alcuni requisiti di base. Tutta la nostra vita, che piaccia o meno, ruota attorno al nostro smartphone e la partita si gioca sulla buona integrazione con l’auto e con sistemi e interfacce che siano per lo meno paragonabili in termini di qualità ed esperienza utente a quelle che viviamo giornalmente sul display dei nostri cellulari. Molte auto, anche di fascia alta, ancora non soddisfano questi requisiti di base. Le case produttrici, abituate a progettare i propri veicoli da capo a piedi, hanno pensato in questi anni (e molte ancora pensano) che sia possibile competere con l’evoluzione delle interfacce grafiche degli smartphone disegnando in casa, o per lo meno in maniera proprietaria, il sistema operativo che governa l’infotainment di bordo.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti: gli utenti, anche quelli di auto da decine di migliaia di euro, la prima cosa che fanno quando salgono in macchina è collegare il proprio smartphone; difficilmente raggiungono le proprie destinazioni appoggiandosi ai navigatori proprietari di bordo ma ovviamente utilizzano Google Maps, Waze o strumenti simili sfruttando le connessioni CarPlay o Android Auto.
Insomma, la strada dei sistemi operativi proprietari in auto sembra essere davvero al capolinea. La via l’ha dettata Tesla, come sempre in maniera drastica, sostituendo la strumentazione di bordo con un “tablettone” con Google Maps e tutto il resto.
Scelta inizialmente criticata, anzi potremmo dire addirittura derisa da certi osservatori tradizionalisti (”smartphone con le ruote” era uno degli epiteti più gentili). Ma poi le cose sono via via cambiate e alcuni brand hanno provato a mettere il nuovo punto di vista al servizio della propria grande esperienza di progettazione: è il caso di Renault, che ha fatto evolvere il proprio sistema di infotainment digitale (R Link) verso una versione più aperta al nuovo, che non a caso si chiama OperR Link e che si basa su Android Auto (il sistema sviluppato da LG con Renault ha debuttato sulla Megane E-Tech, ed è utilizzato con minime differenze su Renault Austral, Rafale e Scenic E-Tech, ndr),
L’abbiamo provata in un lungo viaggio, circa 2000 km, su una Renault Espace 2023 (siamo alla VI generazione) in giro per l’Europa rimanendo decisamente soddisfatti. Tornati a casa siamo pronti a dire che probabilmente si tratta del sistema di infotainment perfetto, per lo meno fino a nuovi passi avanti. E che onestamente prenderemmo molto a fatica in considerazione un’autovettura che non offra come minimo i fattori chiave che questo sistema mette sul piatto. Ecco spiegato perché nella nostra recensione, in collaborazione con Dmove.it .




