lettera al risparmiatore

Retelit diversifica il business. La sfida è sulle sinergie legate alle recenti acquisizioni

La società diversifica il business e sottolinea che l’incremento dell’Ebitda, conseguente alle sole sinergie da Brennercom e PA Group, nel 2024 sarà oltre il 25% rispetto al Mol pro-forma del 2019 (55 milioni).C’è il rischio della crisi tra Washington e Pechino sul cavo sottomarino AAE 1. Il gruppo dice che i cinesi non hanno un ruolo operativo.

di Vittorio Carlini

6' min read

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Da un lato spingere la diversificazione del business, in particolare gra zie all’integrazione di PA Group. Dall’altro concretizzare le sinergie legate allo shopping della stessa PA Group e di Brennercom. Sono tra i principali fronti su cui Retelit è attualmente impegnata a sostegno della sua attività.

L’oggetto sociale

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I focus, a ben vedere, possono essere meglio compresi se si ricorda l’oggetto sociale dell’azienda. Soprattutto perchè la società, proprio a seguito dell’acquisto di Gruppo PA, ha disegnato una nuova organizzazione in cui, rispetto alle aree d’offerta, si distingue tra “Piattaforme ed Infrastrutture” e “Soluzioni”. La prima area (65% dei ricavi) comprende diverse attività: dalla connessione Internet in fibra ottica al multicloud fino alla cyber security e ai servizi di “colocation”. Oltre poi alla connettività sul cavo sottomarino internazionale AAE-1. Appannaggio della seconda area (35% del fatturato) sono, invece, le soluzioni non a livello di hardware, bensì di software. Quindi: sistemi gestionali (Erp), cloud computing o analisi di performance del business (business analytics). Senza dimenticare, poi, l’attività di datacenter.

La ricerca di sinergie

Ebbene: questa seconda area è quella che si è andata rinforzando grazie allo shopping di PA Group. Un’acquisizione che da una parte ha consentito, per l’appunto, la diversificazione del business su cui Retelit vuole spingere; e che, dall’altra, è stata seguita dall’acquisto (nell’ambito infrastrutturale) di Brennercom.

A fronte della duplice operazione di M&A il gruppo ha adesso un’importante sfida: realizzare le previste sinergie. Qui, nonostante la crisi, Retelit si dice in linea con la tabella di marcia. I vantaggi conseguenti all’integrazione sono per il 65% riferiti ai ricavi e per il 35% ai costi. Rispetto alla prima voce di conto economico il gruppo punta, tra le altre cose, al cross selling. Un esempio? Alla società che già utilizza la sua fibra ottica, Retelit può offrire, in qualità di System Integrator, un software Erp oppure sistemi di cyber sicurezza. Insomma: il gruppo si presenta non più come semplice azienda infrastrutturale, bensì quale operatore integrato. Una diversificazione del business che dovrà dare i suoi benefici.

I vantaggi, poi, potranno arrivare anche dal taglio degli oneri operativi. Così, nell’integrazione delle due nuove realtà, può pensarsi all’unificazione dei call center; oppure ai risparmi in termini di riorganizzazione societaria. Rispetto a quest’ultimo punto, detto che i vari marchi verranno nei limiti del possibile mantenuti, l’intervento riguarda soprattutto Gruppo PA. Alla neoacquisita fanno riferimento diverse società. La volontà di Retelit è ridurne il numero. Ciò detto:è possibile anche la divisionalizzazione di Brennercom e Gruppo PA? Retelit, su questo tema, risponde che non è stata individuata alcuna strategia ed è troppo presto per indicare una strada piuttosto che l’altra.

Il rischio dell’integrazione

Al di là di ciò il risparmiatore pone l’accento su di un altro aspetto. Da un lato, ricorda le difficoltà in sé di ogni attività d’integrazione di nuove realtà; e, dall’altro, sottolinea come sia in atto una grave crisi economico-sanitaria. Il che può rendere più difficile concretizzare gli obiettivi, tra cui le sinergie stesse. Retelit, pure consapevole della situazione, professa fiducia. Tanto che, nonostante il difficile contesto, ribadisce il target: l’incremento dell’Ebitda, conseguente alle sole sinergie, nel 2024 sarà oltre il 25% rispetto al Mol pro-forma del 2019 (55 milioni). Non solo. Retelit, riguardo al risk execution in sé rigetta il dubbio. In primis perchè, dice sempre la società, la sua conoscenza dei target e il loro oggetto sociale, consente di realizzare le operazioni in maniera efficiente. Poi perchè le società acquisite sono realtà redditizie e quindi, viene spiegato, non richiedono grandi ristrutturazioni. Infine perchè, è l’indicazione, come mostrano i dati di conto economico, la società possiede la giusta competenza strategica e conoscenza del business. Una duplice condizione essenziale per effettuare con efficacia le integrazioni.

La semestrale

Insomma, gli stessi risultati di conto economico sono ricordati da Retelit quale prova della sua efficienza. Analizziamo allora l’andamento nel primo semestre, caratterizzato in Italia dal lockdown. Al 30 giugno scorso i ricavi e l’Ebit reported sono rispettivamente saliti a 67,74 (+80%) e 4,7 milioni (+24%). L’utile netto, invece, è sceso a 2,18 milioni (-33%). Ciò detto va ricordato che, rispetto ai dati reported, il valore segnaletico del confronto è poco significativo. La variazione di perimetro, dovuta all’M&A, rende non paragonabili i numeri in oggetto. La crescita del valore della produzione del primo semestre, infatti, è anche, e soprattutto, dovuta al contributo di Gruppo PA (che, però, manca nello stesso periodo del 2019). Non solo. Il calo dell’utile (sempre nei primi sei mesi del 2020) è conseguenza: da un lato, degli oneri finanziari legati al prestito per lo shopping di Brennercom; e, dall’altro, dall’ammortamento della Ppa di PA Group. Più interessante, allora, vedere i numeri “like for like”. Cioè:al netto del consolidamento di Gruppo PA e dei costi di M&A. Cosa salta fuori? Che i ricavi salgono del 2%, il risultato operativo del 16% mentre l’utile netto si assesta a 4,12 milioni (+25%).

In conclusione: la società è riuscita a crescere. Il segnale che, nell’attuale crisi economico-sanitaria, essere focalizzati sulla connessione in fibra ottica e diversificare l’attività nei servizi Ict e per la digitalizzazione aiuta a rendere il business resistente alla recessione.

I SEMESTRI A CONFRONTO

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I SEMESTRI “ORGANICI” A CONFRONTO

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I crediti commerciali

Sennonché il risparmiatore fa un ulteriore ragionamento. I clienti di Retelit, a seguito della recessione, possono subire l’onda lunga di un peggioramento della loro attività. Il rischio è che si concretizzi il peggioramento della qualità del credito commerciale di Retelit. Il gruppo, che sottolinea di monitorare con attenzione la questione, si dice non preoccupato. In primis, viene sottolineato, allo stato attuale non è stato rilevato alcun incremento nella problematicità dei crediti commerciali. Inoltre, ricorda la società, bisogna guardare alla tipologia dei sui clienti. Questi sono, in larga parte, operatori internazionali e grandi multinazionali italiane. Entrambi, è l’indicazione, hanno la solidità finanziaria per navigare, e superare, l’attuale difficile congiuntura. Infine, dice sempre il gruppo, Retelit fornisce servizi che, nel momento in cui venissero meno i requisiti di affidabilità del cliente, vengono interrotti. Un contesto i cui, conclude l’azienda, ci sarebbe il venir meno di un fatturato potenziale ma non il peggioramento dei crediti commerciali.

Il cavo sottomarino

Già, il commercio. Un altro punto sui si interroga il risparmiatore riguarda il cavo AEE-1. Questo, oltre a contribuire al conto economico del gruppo, è indubbiamente un fattore qualificante per Retelit. Ebbene il timore è che, a fronte della presenza nel consorzio del cavo di un socio cinese, lo scontro commerciale voluto da Washington contro Pechino possa impattare negativamente l’operatività del”submarine cable” e quindi il business della società italiana. Il gruppo rigetta il dubbio. La società cinese, viene spiegato, partecipa agli investimenti e gode pro-quota della redditività del cavo. Ciò detto però, è l’indicazione, non ha alcuna incidenza né sulla gestione operativa (in mano agli indiani di Reliance) né sulla tecnologia utilizzata (realizzata in Usa e Giappone). Quindi Retelit non è vede alcun problema sul tema in oggetto.

Le prospettive sul 2020

A fronte di ciò quali le prospettive sul 2020? Il gruppo , salvo eventi imprevedibili, stima i ricavi tra 165 e 175 milioni e l’Ebitda tra 51 e 56 milioni. In entrambi i casi la società prevede di situarsi nella parte bassa della forchetta indicata. Riguardo, invece, all’indebitamento finanziario netto questo, a fronte degli oneri per l’acquisizione di Brennercom, è stimato in peggioramento rispetto ai 72 milioni del 30/6/2020. Il suo livello, dice Retelit, resterà comunque su valori di assoluta tranquillità.

LA POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

Dati in milioni

LA POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

LA DINAMICA DELL’EBITDA

Dati in milioni

LA DINAMICA DELL’EBITDA

DOMANDE & RISPOSTE

Quali sono le priorità nell’area “Piattaforme & Infrastrutture”?

Tra i focus del gruppo i principali sono: rinforzare la capacità del network per rispondere alla richiesta di grandi gruppi (ad esempio Amazon o Google) di una maggiore capacità di trasmissione di dati e di calcolo; puntare, più sul medio periodo, alle opportunità offerte dal 5G nella telefonia; ampliare l’infrastruttura sia in maniera organica che inorganica. Rispetto a quest’ultimo punto la società guarda ad operatori regionali, di medie dimensioni (da 10 a 60 milioni di fatturato) con infrastrutture efficienti e una buone base clienti.

Quali sono le priorità nell’area “Soluzioni”?

Tra i focus del gruppo i principali sono sfruttare il mercato dell’Erp e della sicurezza digitale. Oltre, poi, rispondere all’esigenza della digitalizzazione del business, presentandosi (anche) come una piattaforma. Cioè: offrendo soluzioni standardizzate da adeguare, poi, alle singole esigenze aziendali.

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