Riarmo, dopo il rischio conta Pd verso risoluzione condivisa
Nella versione definitiva passa sostanzialmente la linea Schlein e si chiede al governo di promuovere «una radicale revisione del piano di riarmo proposto dalla Presidente Von der Leyen»
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Il Pd va verso una risoluzione condivisa, oggi al Senato e domani alla Camera dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del consiglio europeo su Ucraina e riarmo Ue. In base a quanto si apprende, nel corso delle riunioni interne sarebbe stata trovata una formula che fotografa la posizione della maggioranza del partito e soddisfa l’ala riformista. Scongiurato al fotofinish, dunque, il rischio conta in Parlamento e un bis dello strappo all’Europarlamento dopo un lungo lavoro di cesello partito, comunque dalla linea critica al piano Von der Leyen.
La mediazione nel Pd
Nella versione definitiva passa sostanzialmente la linea Schlein e si chiede al governo di promuovere «una radicale revisione del piano di riarmo proposto dalla Presidente Von der Leyen», al fine di assicurare «investimenti comuni effettivi non a detrimento delle priorità sociali di sviluppo e coesione, e di condizionare tutte le spese e gli strumenti europei alla pianificazione, lo sviluppo, l’acquisizione e la gestione di capacità comuni per realizzare un’unione della difesa»
Il no al riarmo del M5s
Se il Pd ha trovato in zona Cesarini una faticosa sintesi al proprio interno un dato di fatto è anche che tutti i partiti di opposizione presenteranno una propria risoluzione diversa dalle altre. Il piano ReArm Europe, chiede il M5s, va sostituito “integralmente” con un piano di rilancio della competitività e le priorità politiche dell’Ue come spesa sanitaria, istruzione, incentivi all’occupazione. Il leader Giuseppe Conte, tra l’altro, si prepara alla piazza del 5 aprile alla quale fa sapere, «inviteremo tutti coloro che dicono no a questo folle piano per il riarmo».
Le posizioni dai centristi a Avs
No un’Europa del riarmo anche da Avs che ha sfilato con le bandiere della pace a Piazza del Popolo. Dall’altra parte dello schieramento di centrosinistra Azione fa sapere che presenterà come propria risoluzione il testo delle due risoluzioni approvate il 12 marzo dal Parlamento europeo. «E’ il momento della chiarezza, sia per le forze di maggioranza che per quelle di opposizione», dice il partito di Calenda. A chiedere un piano ancora più ambizioso sono Iv e +Europa schierate anche, insieme ad Az, nel forte sostegno all’Ucraina. Almeno per domani, però, la conta nell’opposizione sarà scongiurata visto che in Senato il voto della risoluzione di maggioranza precluderà quello su tutte le altre che decadranno. Più complicata la questione mercoledì visto che a Montecitorio i documenti saranno messi tutti in votazione anche per parti separate.

