Ricavi dell’industria fermi nel 2023
di Luca Orlando
ai preferiti su Google
2' min read
2' min read
Alla fine, il bilancio torna a zero. Con l’arrivo del dato di settembre, che vede in termini di ricavi dell’industria una riduzione del 2,6% su base annua, per la manifattura nazionale a questo punto la crescita dei ricavi dei nove mesi è nulla.
In termini congiunturali, rispetto ad agosto, si segnala in realtà una inversione di rotta, con una crescita dell’1,2% determinata da beni strumentali e soprattutto energia, mentre altrove vi sono solo segni meno.
Il bilancio su base annua racconta qualcosa in più dello stato di salute dei diversi settori, che mediamente presentano ricavi in flessione, in parte per il venire meno dell’effetto sui listini dei sovraprezzi applicati lo scorso anno per l’energia; in parte per un effettivo calo dei volumi. In generale, infatti, rispetto all’anno precedente sono in discesa in media sia gli incassi (-2,6%), che le quantità: -2,7% a settembre, -2,4% nel bilancio dei primi nove mesi dell’anno.
Medie che sarebbero ancora più magre se non fosse per i mezzi di trasporto, che ormai da mesi grazie alla ripresa delle auto sostengono le entrate: il comparto è in crescita di quasi 20 punti nel mese, del 23% da gennaio.
I segni più sono per la verità limitati, coinvolgendo alimentari, macchinari e farmaceutica. Cali diffusi si registrano invece altrove, con picchi negativi per chimica e legno-carta, giù in entrambi i casi a doppia cifra sia nel mese che da gennaio. Male anche la metallurgia, dove però a pesare rispetto allo scorso anno è anche il costo ridotto di materie prime ed energia.


